Piera Maggio con Denise Pipitone in braccio. Nel riquadro la ragazza russa
Piera Maggio con Denise Pipitone in braccio. Nel riquadro la ragazza russa

Roma, 31 marzo 2021 - Il giallo sulla scomparsa di Denise Pipitone si riapre dopo 17 anni. La piccola di Mazara del Vallo, svanita nel nulla nel 2004 mentre giocava davanti a casa, potrebbe essere ricomparsa in Russia: una ragazza apparsa su una tv le assomiglia, ha l'età che Denise dovrebbe avere, e ha dichiarato di essere stata rapita da piccola. La madre Piera Maggio sta già preparando i bagagli, con ritrovata energia, lei che in questi 17 anni non si è mai arresa. In attesa della prossima puntata di 'Chi l'ha visto?', in onda mercoledì 31 marzo alle 21.20, in cui verrà mostrato l'appello della ventenne russa, forse Denise, ripercorriamo in breve uno dei misteri mai risolti in Italia.

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Tanti avvistamenti, nessun risultato

La prima segnalazione a un mese e mezzo dalla sparizione improvvisa.

1) Giocava per strada

Denise Pipitone non aveva ancora quattro anni quando scomparve da Mazara del Vallo verso mezzogiorno del primo settembre 2004. Era affidata alla nonna materna e giocava per strada. Poi ha svoltato l’angolo per rincorrere un cuginetto.

2) La guardia giurata 

La prima segnalazione arriva il 18 ottobre 2004 da Milano, una guardia giurata nota un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre piccoli. Una bambina ha il capo coperto nonostante la giornata calda. Ma quell’avvistamento non porta a nulla.

3) L'ultima pista

Una giovane donna russa che ha l’età di Denise e assomiglia molto a Piera Maggio è andata in tv per lanciare un appello e trovare la sua vera famiglia. Ha raccontato di essere stata trovata in un campo nel 2005. Stasera la testimonianza a 'Chi l'ha visto?'.

Misteri, tradimenti, faide e depistaggi

Quel 1 settembre 2004 Denise giocava con i cuginetti in strada. La zia li chiama: "E' pronto", e Denise resta sola in via la Bruna. Dopo poco, 15 minuti alle 12, è l'ultima volta che è stata vista: guardava attraverso il cancello la casa della zia, poi più nulla per 17 anni.

L'Italia intera la cercava, carabinieri, polizia, giornali e trasmissioni tv. La famiglia, Piera Maggio su tutti, è ovunque, contatta tutti. Il 18 ottobre la segnalazione di una bimba nomade a Milano da parte di una guardia giurata: le somiglia, si vede dai filmati della videosorveglianza dell'istituto, e si chiamava 'Danas'. Piera la riconosce, ma i nomadi non si trovano più.

Poi le indagini si indirizzano verso amici e parenti, e nel mirino finisce proprio la vita privata della mamma, costretta a rivelare che il padre naturale di Denise non è il marito Toni Pipitone, ma un altro, un amante, Piero Pulizzi. Lui è il marito di un'amica della sorella Giacoma, e Toni lavora in Germania.   

Le vicende della famiglia su tutti i giornali: il divorzio di Pulizzi dalla compagna Anna Corona, dopo la nascita di quella bambina che gli somigliava, e poi la vita di Piera, che riesce a far credere a Toni che è sua figlia e a crescerla con quel segreto dentro. E l'odio che cova nell'altra famiglia, distrutta e con le figlie dell'ex amante, Jessica e Alice, cariche di astio verso colei che ritengono la responsabile: Piera Maggio.

Anna e la figlia Jessica arrivano a minacciare Piera e la sorella Giacoma. Va in fiamme anche l'erboristeria di quest'ultima, vengono forate le gomme delle macchine. L'odio è pubblico, è una faida in piazza, e gli investigatori iniziano a seguire quella pista. L'alibi di Anna Corona regge, ma quello della figlia no. Jessica e il fidanzato, il tunisino Gaspare Ghaleb, finiscono sotto la lente degli inquirenti: lei sospettata di sequestro e lui di falsa testimonianza.

Un'intercettazione di Jessica mentre parla con la sorella però riporta l'attenzione sulla madre Anna Corona. La stessa Jessica avrebbe detto alla sorella, l'intercettazione è in dialetto, che la madre aveva ucciso Denise. Ma i pm non credono a questa ipotesi, e lasciano cadere le accuse.

Resta Jessica, incastrata secondo gli investigatori da altre intercettazioni: quando era in caserma avrebbe detto alla madre che quel giorno avrebbe accompagnato Denise, o almeno così credono gli agenti, a casa del padre naturale Piero Pulizzi.  
     
Il processo è ancora di più tutti contro tutti: Piero, padre dell'accusata e anche della vittima, si costituisce con Piera, ora separata da Toni, parte civile contro Jessica. Ma è inutile, al processo volano accuse, e segreti ormai non più tali, ma alla fine Jessica viene assolta: intercettazioni e mancanza di alibi non bastano per condannarla.

Poi gli avvistamenti, e le presunte rivelazioni: come la ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia, ma smascherata poco proprio dal programma della Sciarelli. Intanto Jessica veniva assolta anche in appello, evitando così i 15 anni chiesti dai pm. Ma Piera la sospettava ancora, e non nascose la delusione. Adesso il nuovo avvistamento, la nuova speranza.