Milano, 11 maggio 2021 - Siamo tornati all’inizio. Alla segnalazione di Felice Grieco, la guardia giurata che il 18 ottobre 2004 vide “una bambina somigliante a Denise Pipitone in compagnia di un gruppo di rom” e chiamò la polizia. Nell’attesa, registrò con il telefonino anche brevi video della scena. All’arrivo degli agenti, non c’era più nessuno. Quello fu il primo di tanti avvistamenti  della piccina di neanche 4 anni sparita da Mazara del Vallo il 1° settembre 2004. All’epoca la storia non pareva così importante; oggi è tornata sotto i riflettori. Giacomo Frazzitta, avvocato di Piera Maggio, la mamma di Denise che per 17 anni non ha mollato mai, ha dichiarato: "Possiamo trovare la donna rom. Se riuscissimo a trovare lei, potremmo toglierci il dubbio su quella bambina del video".

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Sommario

La 19enne a Scalea

L'ultima pista porta a Scalea (Cosenza). Verifiche dei carabinieri dopo il  messaggio vocale inviato da una parrucchiera della cittadina calabra su una giovane romena. Si chiama Denise ma dai primi accertamenti avrebbe 19 anni, non quasi 21 come avrebbe oggi la bimba sparita da Mazara, nata il 26 ottobre 2000. “Noi abbiamo appreso il fatto  in diretta - spiega l'avvocato Frazzitta -. La signora ha fermato la ragazza poi ci ha chiamato, quindi ha avvisato i carabinieri. Da quel momento, non abbiamo saputo più nulla. C'è sicuramente una tensione verso la soluzione di questo caso da parte dell’intera nazione. E di questo siamo ben felici”. 

La nomade a Milano nel 2004

Denise Pipitone (Ansa) e la piccola rom e la bimba rom avvistata a Milano (dal video di Fe

Ma i riflettori tornano ad accendersi sulla segnalazione di Felice Grieco. Ecco come viene raccontata nel sito dell’associazione creata da Piera Maggio. "Un mese e mezzo dopo la sua scomparsa, esattamente il 18 ottobre 2004, una guardia giurata, che lavorava per un istituto di vigilanza, ha notato davanti alla banca di Milano dove prestava servizio, un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambini. Uno di questi, una bambina che somigliava a Denise Pipitone, aveva il capo coperto dal cappuccio di un giubbotto nonostante la giornata calda. Il gruppo si è allontanato prima dell’arrivo della volante della polizia, prontamente avvertita, nonostante che l’uomo abbia cercato di intrattenere la bimba. La guardia giurata ha comunque fatto in tempo a registrare alcune immagini con il suo cellulare. In uno dei video, subito consegnati agli inquirenti, si sente la donna (presunta madre) che dice alla bimba "Danàs" e lei che risponde in perfetto italiano "Dove mi porti?". (... ). Inoltre la guardia giurata ha notato il graffio sotto l’occhio sinistro come aveva all’epoca proprio Denise. (...) Nonostante gli svariati appelli fatti dalla mamma di Denise, e le ricerche effettuate dalle autorità nell’immediatezza in tutti i campi rom del posto, nessuno dice di aver visto quella donna, quella bambina, e quel gruppo, nessuno conosce nessuno. Svaniti nel nulla. Non si pensa che Denise sia stata sequestrata sotto casa dai rom, ma che potrebbe essere stata affidata a loro in un secondo momento, o (seconda fase) del sequestro".

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La guardia giurata Felice Grieco

La guardia giurata Felice Grieco

Perché dopo 17 anni siamo tornati al punto di partenza? Cosa non ha funzionato all'inizio? "Per me è l'unica pista plausibile, dopo il fallimento della Russia - risponde Felice Grieco -. Riscontri audio e facciali fatti dagli esperti, l'hanno confermato". In questo caso, sarebbero  stati persi 17 anni... "È una cosa che mi sono chiesto sempre anch'io. Dal giorno dell'avvistamento, il 18 ottobre, sono passati mesi prima di arrivare al riconoscimento chiesto alla mamma". Grieco di quel giorno ha in testa ogni dettaglio. "Chiesi alle volanti se potevo intrattenere il gruppo di rom, in attesa del loro arrivo. Mi fu negato. Convivo con un senso di colpa, anche se ho fatto più di quello che potevo. Ho procurato immagini. Ho consegnato un volto. Se non avessi registrato quei filmati,  non avrebbero potuto identificare nessuno". Cosa direbbe oggi alla mamma di Denise? "L'ho incontrata  più volte. Ora che si sono riaccesi i riflettori, chi ha sbagliato deve dire la verità".

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L’avvocato Frazzitta

Ma perché nel giro di qualche settimana si assiste a un colpo di scena dietro l’altro, dalla pista russa poi smontata, al pozzo di Mazara, alla nomade del 2004 alla 19enne di Scalea, passando dai  50mila dollari di ricompensa offerti dall'italo-americano Tony Di Piazza per chiunque fornisca informazioni utili? “Tutto è partito dalla storia di Olesya che ha molto entusiasmato gli italiani in lockdown, facendo venir fuori l’animo patriottico - è l'analisi dell'avvocato Frazzitta -. Da quel momento si è messo in moto un sistema che andrebbe studiato dal punto di vista sociale. La gente arriva a casa e sa che può trovare Denise anche su Internet. Di conseguenza c’è uno tsunami di segnalazioni. Noi vagliamo tutto molto seriamente. Da questi messaggi c’è sempre qualcosa di buono da prendere". Ma che cosa non ha funzionato all’epoca? "Secondo me - è certo il legale - dopo 17 anni molte cose sono stemperate. Chi può parlare, oggi parla. Sa che non si rischia più niente".  

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