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12 giu 2022

Zanzare e Dengue, quali rischi per l'Italia? Ecco cosa prevede il piano sanitario

L'entomologo: le misure messe in atto dopo il primo caso in Romagna di 'febbre spaccaossa'

12 giu 2022
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Zanzare e Dengue: disinfestazione in Romagna dopo il primo caso di 'febbre spaccaossa'
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Zanzare e Dengue: disinfestazione in Romagna dopo il primo caso di 'febbre spaccaossa'

Roma, 12 giugno 2022 - Zanzare e epidemia di Dengue: ma cosa rischia l’Italia? Claudio Venturelli, entomologo dell’Asl Romagna, si è appena occupato del primo caso nel nostro Paese di febbre 'spaccaossa', come viene chiamata. Contagiato un cittadino straniero che vive nel Cesenate, di ritorno da un viaggio nel Paese d'origine. Dunque è scattato il piano arbovirosi, e le autorità sanitarie sono intervenute con uno schema collaudato. Ecco cosa prevede. 

Febbre Dengue, cosa prevede il piano sanitario?

Spiega Venturelli: "Intanto si procede con una disinfestazione per 100 metri attorno all'abitazione della persona infetta. Ricordiamo che il vettore principale  della Dengue è la zanzara Aedes aegypti, che da noi non esiste. Meno 'competente', invece, la zanzara tigre".

Quanto dura l'isolamento?

"Chi è positivo alla febbre Dengue deve rimanere in isolamento per 7 giorni, e quando uscirà di casa dovrà usare comunque dei prodotti repellenti per evitare di essere punto. Durante questa settimana la persona malata non dovrebbe proprio uscire di casa Se ha necessità di spostarsi, dovrebbe segnalarlo in modo da conoscere tutte le indicazioni su come si deve proteggere.".

Qual è il rischio maggiore?

"L'infezione dura appunto una settimana. Il rischio vero è che il malato sia morso da una zanzara e gli trasmetta il virus".

Dengue, quali sono i numeri degli infetti nel mondo?

Fa notare Venturelli: "Noi ci concentriamo sugli infetti di Singapore, abbiamo cominciato a preoccuparci quando erano a 11.300. Ma in Brasile si arriva a 1,3 milioni. La Dengue mette sotto scacco potenzialmente 2,7 miliardi di persone. In Italia l’ultimo episodio precedente a questo risale al 2020, quando in Veneto scoppiò un’epidemia che coinvolse 11 persone, tutte dello stesso nucleo familiare".

 

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