In eredità il segretario dem Enrico Letta ha trovato anche la grana Toscana. Fortezza rossa in cui il Pd è fortissimo nei voti (si pensi alla vittoria del centrosinistra alle regionali) ma anche spaccato. La segreteria regionale manca di unitarietà e la frattura, profonda, deve essere ricomposta nel solco del nuovo corso del...

In eredità il segretario dem Enrico Letta ha trovato anche la grana Toscana. Fortezza rossa in cui il Pd è fortissimo nei voti (si pensi alla vittoria del centrosinistra alle regionali) ma anche spaccato. La segreteria regionale manca di unitarietà e la frattura, profonda, deve essere ricomposta nel solco del nuovo corso del prof pisano. La rottura parte da lontano: da una parte la maggioranza riformista ed ex renziana guidata dalla segretaria Simona Bonafè (in foto), dall’altra la minoranza dove gli zingarettiani sono capitanati dal vice segretario Valerio Fabiani. La divisione si è consumata nei momenti in cui il Conte-ter è sfumato ed è nata l’ipotesi dell’ex premier candidato nel collegio senese per le suppletive alla Camera. Ma era solo la goccia che faceva esplodere la spaccatura: il vicesegretario apriva all’ipotesi Conte candidato di coalizione Pd-5stelle-Leu mentre la segretaria ribadiva la necessità di un confronto con il territorio e i dem locali congelando l’alleanza contiana. La segretaria Bonafè ha varato un nuovo esecutivo toscano senza componente zingarettiana in attesa di un nome al posto del suo vice. Che non è mai arrivato tanto che il caso Toscana è sul tavolo di Letta in attesa di essere risolto.

Qualche schiarita c’è stata: a Siena per il seggio della Camera potrebbe essere candidato proprio il neo segretario. Ipotesi che mette d’accordo maggioranza e minoranza dem toscana. Letta, nei primi giorni da leader del Nazareno, è stato risoluto: le sue prime scelte hanno riguardato sì la Toscana (Irene Tinagli, economista empolese come sua vice vicaria e Susanna Cenni, senese, in segreteria) ma in piena autonomia.

Luigi Caroppo