La ventilata ipotesi di un ingresso della delegazione europea del M5S nel gruppo dei socialisti europei ha agitato, come se ce ne fosse bisogno, il campo della sinistra. Pochi i sì, molti i distinguo, diversi anche i no, a cominciare da quello di Carlo Calenda. "Il M5s socialista? È semplicemente una cosa ridicola – osserva Giuditta Pini, deputata dem (area Giovani Turchi) –. Uno può anche buttarsi dalla finestra dicendo ‘sono una palla’, ma poi quando cade se ne accorge che non lo è…". Il Pd è già in subbuglio. ...

La ventilata ipotesi di un ingresso della delegazione europea del M5S nel gruppo dei socialisti europei ha agitato, come se ce ne fosse bisogno, il campo della sinistra. Pochi i sì, molti i distinguo, diversi anche i no, a cominciare da quello di Carlo Calenda. "Il M5s socialista? È semplicemente una cosa ridicola – osserva Giuditta Pini, deputata dem (area Giovani Turchi) –. Uno può anche buttarsi dalla finestra dicendo ‘sono una palla’, ma poi quando cade se ne accorge che non lo è…". Il Pd è già in subbuglio.

La maturazione di questa decisione è lontana, ma ora gli eurodeputati grillini spingono con più decisione verso questo approdo, che arriva comunque dopo essersi visti chiudere le porte in faccia da Popolari europei e Verdi. Ieri, la capo delegazione M5s in Ue, Tiziana Beghin, ha spiegato: "Con S&D c’è un rapporto leale e proficuo sui contenuti e con gli europarlamentari del Pd ci confrontiamo spesso. Sono il secondo gruppo in Europa e incidono molto sui processi legislativi, possiamo dare una mano". "Spero non sia l’ennesima scelta di comodo – ribatte piccata l’ex sottosegretaria Alessia Morani (Pd-Base Riformista) –: se davvero vogliono fare questo salto, devono aderire ai nostri valori e ideali. Poi, come lo spiegheranno alla base che si sono svegliati improvvisamente socialisti e non son o più ’ibridi’ come hanno sempre detto?".

Il capogruppo Pd a Bruxelles, Brando Benifei, che ha in mano le chiavi di accesso dei grillini al gruppo S&D, non si sbilancia. E anche l’eurodeputato dem Pierfrancesco Majorino frena: "I gruppi politici europei non sono dei tram su cui salire a piacimento". Al Nazareno sul tema si sono create le consuete fazioni. E, quindi, "Orlando con Zingaretti e Bettini – racconta ancora la Pini – sono felici di questa scelta dei grillini, ma noi non lo siamo per niente, così come Base riformista, mentre Area dem (che fa capo a Franceschini, ndr) ancora non ha fatto sapere nulla".

Chi invece si schiera per il no all’ingresso dei grillini è Carlo Calenda, l’altro componente del gruppo con Azione. Al punto da dichiarare: "Se loro entrano, esco io". A Calenda ha risposto Fabio Massimo Castaldo (M5s) vicepresidente al Parlamento Ue: "Voler cambiare gruppo è una scelta legittima, non serve denigrarci inutilmente. Purtroppo il Pd è diviso, ci sono frange contrarie, magari ammaliate dalle sirene renziane. Ma a questo punto bisogna scegliere una prospettiva politica". Chiude, non senza perplessità, il socialista Riccardo Nencini: "Dobbiamo vederli alla prova dei fatti, l’europeismo grillino è così recente che va almeno testato. Aspettiamo".

Elena G. Polidori