Marcello Dell'Utri (LaPresse)
Marcello Dell'Utri (LaPresse)

Roma, 1 luglio 2014 -  Il reato di Concorso esterno in associazione mafiosa commesso "per un lasso di tempo assai lungo" da Marcello Dell'Utri, è "espressivo" della sua "particolare pericolosità sociale". Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni di conferma della condanna a sette anni di carcere per l'ex senatore, pronunciata il 9 maggio scorso per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo i giudici, la sentenza emessa nell'appello bis merita di essere confermata,  visto il tessuto argomentativo da cui "si evince che il diniego delle circostanze attenuanti generiche e il complessivo trattamento sanzionatorio" a carico di Dell' Utri "sono stati giustificati con la qualità e la natura del reato commesso, espressivo di particolare pericolosità sociale, con le modalità della condotta, protrattasi per un lasso di tempo assai lungo e idonea a ledere in maniera significativa" l'ordine pubblico. 

RAPPORTI CON COSA NOSTRA - Con "giustificazione esaustiva e razionale" la Corte di Appello di Palermo che ha condannato Dell' Utri per concorso esterno ha analizzato "la sistematicità nell'erogazione delle cospicue somme di denaro dall'imputato a Cinà, indicative della ferma volontà di Berlusconi di dare attuazione" all'accordo con gli esponenti mafiosi Bontade e Teresi stipulato nel 1974 e durato fino al 1992 per assicurare la protezione dei beni economici e dei familiari dell'ex presidente del Consiglio", si legge della prima sezione penale. "Il perdurante rapporto di Dell' Utri con l'associazione mafiosa - scrive ancora la Cassazione nelle motivazioni della sentenza - anche nel periodo in cui lavorava per Rapisarda e la sua costante proiezione verso gli interessi dell'amico imprenditore Berlusconi" è stato "logicamente desunto dai giudici" dell'appello bis "anche dall'incontro, avvenuto nei primi mesi del 1980, a Parigi, tra l'imputato, Bontade, Teresi, incontro nel corso del quale Dell' Utri chiedeva ai due esponenti mafiosi 20 miliardi di lire per l'acquisto di film per 'Canale5'". 

SANTANCHE' IN VISITA - "Umanamente è un disastro". E' stato questo il commento di Daniela Santanché al termine di una visita a Dell'Utri nel carcere di Parma, dove si è fermata per circa un'ora. "Però - aggiunto - questa è la sua condizione e a questa condizione dobbiamo tutti aiutarlo perché la possa vivere al meglio della condizione data da questo carcere". E' in una cella piccola, quando sono arrivata l'ho trovato in un cortile piccolo dove fa molto caldo, ma mi ha dato un bel segnale, di una persona che non si arrende. E io sono certa che non si arrenderà, che combatterà".