Dati Agenas su ricoverati in terapia intensiva e in area non critica
Dati Agenas su ricoverati in terapia intensiva e in area non critica

Roma, 23 marzo 2021 - Riunione oggi a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza e i vertici del Cts (Silvio Brusaferro e Franco Locatelli) per fare il punto sulla pandemia. Il vertice è durato circa un'ora. Successivamente anche la ministra agli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, si è recata a Palazzo Chigi.

Dovrebbe arrivare la prossima settimana il nuovo decreto legge con le misure anti contagio da Covid, che scadaranno il prossimo 6 aprile. A quanto apprende l'Adnkronos, una delle ipotesi a cui lavora il governo è quella di una 'mini-proroga' della stretta anti contagio in atto di una sola settimana, ovvero dal 6 all'11 aprile. Parallelamente, si spingerà sull'acceleratore del piano vaccinale, per avanzare con la copertura il più possibile. Una possibile eccezione, spiegano fonti di governo, la riaperture della scuola dell'infanzia e delle primarie nelle zone rosse. Diversi ministri invocano infatti la riapertura in presenza fino alla prima media.

Una discussione politica non ci sarebbe ancora stata, ma il lavoro istruttorio sarebbe già iniziato, dal momento che il dl ora in vigore scade tra non molto. Tra i temi principali ci sono naturalmente gli spostamenti. Tra i ministri c'è però chi invoca e mantiene prudenza e invita a guardare alla stretta decisa in Germania.

Tra le ipotesi che si fanno in queste ore c'è anche quella di una proroga delle misure oggi in vigore fino al 15 aprile, ma diverse fonti negano sia plausibile.

Di misure non si sarebbe parlato nella riunione di questo pomeriggio a Palazzo Chigi. L'incontro sarebbe servito a fare un punto sul quadro epidemiologico e si sarebbero esaminate le curve del contagio ma non si sarebbe discusso né della campagna di vaccinazione né delle nuove misure anti contagio.

Oggi le vittime registrate nel bollettino Covid sono state 551: un dato giornaliero così alto non si registrava dal 26 gennaio, quando i decessi furono 541, secondo i dati del ministero della Salute. Continua a salire il numero delle terapie intensive occupate e dei ricoveri ordinari.

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