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15 feb 2016

Il nuovo supereroe? E' pansessuale. Uomini, donne, gay: addio confini

'Deadpool sbanca Hollywood: l'orgoglio bisex conquista fumetti e tv

15 feb 2016
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Milano, 16 febbraio 2016 - PER UNA settimana Sanremo si è trasformata in una succursale del gay pride. Non c’era ospite – italiano, straniero, cantante, attore, comico, domatore di pinguini – che non venisse puntualmente bersagliato, da parte del bravissimo inviato di Gay.tv, dell’immancabile domanda: «Lei è favorevole o contrario alle unioni civili e alla stepchild adoption?». L’avesse fatta chiunque altro di noi, sarebbe stato cordialmente mandato a quel paese, in nome di una sacrosanta privacy. Ma davanti a Gay.tv tutti – e dico tutti – si sentivano in obbligo di rispondere, per il semplice motivo che rifiutarsi sarebbe equivalso automaticamente a un atto di ostilità politicamente scorrettissimo.
Ma Sanremo è stato solo il punto di arrivo di un’onda montante dell’orgoglio gay, ormai pienamente non solo sdoganato, ma anche ufficializzato come simpatica medaglia di spigliata emancipazione sociale. Con il film Deadpool, in uscita giovedì, di cui parleremo tra poco, ci si spinge ancora più in là: né omo né etero, ma pansessuali. 
 
AL MOVIMENTO ha contribuito anche la pubblicità, sempre attenta alle mutazioni di sensibilità collettiva. L’Ikea ha cominciato nel 2011 con lo slogan «Siamo aperti a tutte le famiglie», con due uomini che si tengono per mano, maxi-manifesto che venne affisso a Catania con grande scandalo. Sempre Ikea nel 2012 lanciò lo spot «Basta poco per cambiare» in cui sempre due uomini uniscono i letti prima separati. 
Sono entrati in scia Findus (la mamma chiede: «Allora Luca qual è la sorpresa?», «Mamma, Gianni non è solo il mio coinquilino, ma anche il mio compagno», «Tesoro mio l’avevo capito»), i materassi Dorelan (due ragazze si abbracciano a letto) e Vodafone (due mamme in sala parto). 
Ma la fierezza gay si manifesta anche in campi insospettabili, come i fumetti. L’elenco degli eroi Marvel omo o bisessuali è ormai più lungo di una ragnatela dell’Uomo Ragno (coinvolto pure lui, poveretto: in una storia parallela sua moglie se la intende con una donna giapponese), e non ne rifugge nemmeno la gloriosa Bonelli (la protagonista di ‘Legs Weaver’ è apertamente lesbica), chissà cosa ne pensa il vecchio Tex.


 
MA ORA il limite viene spinto un po’ più in là: sta per arrivare nei cinema italiani il film Deadpool che ha come protagonista un supereoe davvero curioso, che tanto per cominciare si veste con una tuta zentai, secondo gli esperti una tuta super-aderente molto apprezzata da chi bazzica gli ambienti sado-maso. Apparentemente eterosessuale, non disdegna di flirtare con i maschi e si abbandona a fantasie che hanno per oggetti icone gay. Fantasie che poi provvede a materializzare attraverso la fidanzata, in uno torrido scambio di ruoli che prevede l’uso di oggetti adatti allo scopo. In America il film ha incassato 135 milioni di dollari in soli tre giorni, e il suo protagonista, più che omo – o etero – è stato definito ‘pansessuale’, definizione dai confini piuttosto ampi. 
 
DEADPOOL è solo l’ultima, e più trasgressiva pellicola, di un filone che in America ha conosciuto varie esplicitazioni. In The Overnight due uomini sposati trascorrono una notte insieme, in D Train Jack Black, anche lui noiosamente etero, si concede una notte d’amore con l’idolo dei tempi del liceo, in The Night Before un uomo etero riceve per sbaglio foto di membri maschili e la cosa non lo disturba affatto, anzi. 
Insomma, più che categorie rigidamente schematiche, qui si tratta di un volo a raggio ampio che copre ogni zona della sessualità, senza distinzioni di sorta. La chiamano eteroflessibilità. Contenti loro.

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