Enrico Letta, 54 anni, è segretario del Pd dallo scorso 14 marzo
Enrico Letta, 54 anni, è segretario del Pd dallo scorso 14 marzo
"Renzi non vota il ddl Zan? Lo voto io!". Ci mancava solo il senatore Alfonso Ciampolillo (sì quello espulso dai 5Stelle, che poi corse in Aula trafelato per votare la fiducia a Conte, poi entrò nei Responsabili, poi ne uscì, è tornato nel Misto) per rendere il clima da pochade e, insieme, da ultima spiaggia che si respira al Senato, sul ddl Zan. Il quale Zan, dal cui nome nasce la legge, tira in ballo pure la morte di Raffaella Carrà ("ha parlato al mondo di libertà e gioia. Finisce un’era, c’è ancora bisogno di lei") per difendere ‘lo Zan’. Solo che Zan...

"Renzi non vota il ddl Zan? Lo voto io!". Ci mancava solo il senatore Alfonso Ciampolillo (sì quello espulso dai 5Stelle, che poi corse in Aula trafelato per votare la fiducia a Conte, poi entrò nei Responsabili, poi ne uscì, è tornato nel Misto) per rendere il clima da pochade e, insieme, da ultima spiaggia che si respira al Senato, sul ddl Zan. Il quale Zan, dal cui nome nasce la legge, tira in ballo pure la morte di Raffaella Carrà ("ha parlato al mondo di libertà e gioia. Finisce un’era, c’è ancora bisogno di lei") per difendere ‘lo Zan’. Solo che Zan sta alla Camera e, invece, i giochi si fanno al Senato. Dove tutti si rinfacciano di tutto. Sinistra italiana dice che "l’art 1 lo ha scritto IV". Iv, con Ettore Rosato, rinfaccia al M5s "la scarsa coerenza sui voti segreti" e l’M5s, con il capogruppo Ettore Licheri, ribatte piccato che "il nostro gruppo ha una parola sola" mentre l’M5s (di Bruxelles) chiede, addirittura, l’espulsione di Iv dal gruppo di Reniew Europe perché "sta con Salvini". Il leader leghista propone, di nuovo, soprattutto al Pd e a Letta di "accogliere l’invito della Santa Sede".

Salvini, però, vuole intervenire sugli articoli 1, 4 e 7, cioè gli stessi che propone di cambiare Iv con il ‘lodo Faraone’ ieri su Qn. Ma la mediazione proposta da Iv e rilanciata, ancora ieri, dal suo leader, Renzi ("Meglio un compromesso che nessuna legge") è rifiutata, oltre che da M5s e LeU, anche dal Pd come spiega il capogruppo in commissione Giustizia, Franco Mirabelli (vedi l’intervista qui sotto).

Eppure, il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, si augura "una composizione", e dice che "bisogna trovare la soluzione migliore per approvare il ddl Zan", ma pure che "bisogna tenere conto dei numeri reali", aprendo, dunque, di nuovo, a una mediazione. Proprio quella che il Pd rifiuta. E se nessuna mediazione sarà possibile oggi in commissione, subito dopo, sempre oggi, si voterà questa volta in Aula la richiesta presentata da Pd-M5s-LeU di calendarizzare il ddl Zan per l’Aula il 13 luglio.

Fin qua, tutto bene: in Aula oggi si vota a scrutinio palese. Ma quando il ddl Zan tornerà in Aula il 13 luglio per il vero e proprio esame dettagliato sarà possibile a quel punto chiedere dei voti segreti. Zan dice che "il Pd non li chiederà" (ovviamente) ma di certo li chiederà il centrodestra e, allora, potrà succedere di tutto. Sulla carta, ci sono 141 voti ‘sicuri’ per lo Zan e 135 sicuramente contrari ma l’ago della bilancia non sono solo i 17 di Iv (e i 46 del Misto) ma anche i sei senatori ‘cattolici’ del Pd che potrebbero cambiare idea, nel segreto dell’urna. Come potrebbe farlo, in senso opposto, qualche liberale di FI. Elio Vito lo dice in modo aperto, criticando Salvini, "uguale a Orbán". Morale, sarà un terno al lotto dal risultato aperto.

Ettore Maria Colombo