Tassisti (foto generica)
Tassisti (foto generica)

Ancora una volta sono pronti a scendere in piazza "perché noi siamo una delle ultime categorie che protesta per affermare i propri diritti, siamo una sacca di critica sociale nei confronti di un lavoro che si vuole privato di diritti". I tassisti italiani sono di nuovo sul piede di guerra e questa volta la scintilla che rischia di accendere la protesta si chiama ddl concorrenza. "L’ipotesi di introdurre il comparto del trasporto pubblico non di linea nel ddl concorrenza è per noi inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione", annunciano uniti Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi. Per i sindacati "la possibilità che le istituzioni possano cedere alle pressioni esercitate da gruppi di interesse e alle fameliche mire di grandi multinazionali che gestiscono piattaforme di intermediazione tecnologica, abbandonando così i lavoratori del settore a ricatti e sfruttamento, trasformandoli di fatto da driver in rider, vedrà la nostra ferma e dura opposizione e la nostra mobilitazione".
Non è la prima volta che i tassisti sono pronti a scendere in piazza: nel luglio del 2006 Bersani tentò di liberalizzare le licenze taxi ma senza risultato, dopo i forti tumulti in tutte le città.