La Francia rende onore a Joséphine Baker. Cantante, ballerina, figura della Resistenza, combattente per i diritti dei neri: con una cerimonia in grande stile, il 30 novembre insedierà le sue spoglie nel Pantheon, tempio laico dove sul frontone è scritto "Ai grandi uomini la patria riconoscente", ma dove ormai riposano anche grandi donne. Lei sarà la sesta, la prima di colore (a fianco, dall’alto in basso: Voltaire, Victor Hugo, Simone Veil, alcune delle personalità sepolte al Pantheon). Lo ha deciso il presidente Macron, dopo una petizione lanciata due anni fa e che ha raccolto oltre 38 mila firme. "Artista, prima stella nera internazionale, musa dei cubisti, resistente durante la Seconda Guerra mondiale nell’esercito francese, attiva al fianco di Martin Luther King per i diritti civili negli Stati Uniti d’America e in Francia a fianco della Lica (la Lega internazionale contro l’antisemitismo), crediamo che Joséphine Baker (1906-1975) abbia il suo posto nel Pantheon", si afferma nella petizione. Una sintesi efficace per una vita straordinaria, iniziata nel 1906 a Saint Louis, in Missouri, dove all’epoca regnava la segregazione razziale, e decollata a Parigi, nel 1926, dove fu la protagonista dello spettacolo La Folie du jour.