Incendi fuori controllo in Grecia. Alcuni volontari cercano di domare le fiamme e salvare i campi e le abitazioni dai roghi
Incendi fuori controllo in Grecia. Alcuni volontari cercano di domare le fiamme e salvare i campi e le abitazioni dai roghi
di Alessandro Farruggia La Terra è in codice rosso, e la colpa è nostra. "È inequivocabile che l’uomo abbia riscaldato il sistema climatico e che questo abbia determinato ampi e rapidi cambiamenti di atmosfera, oceano, criosfera e biosfera". Usa parole nette – sottolineando che il riscaldamento in atto è rapido e si sta intensificando – il rapporto del primo gruppo di lavoro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’Onu, diffuso ieri. Il documento, realizzato da 234 scienziati e approvato da tutti i governi, è il primo tassello del sesto rapporto sul clima, che sarà pubblicato da qui a settembre 2022 e costituirà la nuova pietra miliare della scienza climatica dopo il rapporto del 2014, che ha posto le basi per l’accordo sul clima di Parigi del 2015. I cui target di 1,5 e 2 gradi di riscaldamento sono ancora raggiungibili, ma il primo solo in via teorica. In un pianeta che tra temperature record, eventi meteo estremi e incendi mostra i segni del cambiamento, la risposta ai negazionisti è nei fatti. CRESCONO...

di Alessandro Farruggia

La Terra è in codice rosso, e la colpa è nostra. "È inequivocabile che l’uomo abbia riscaldato il sistema climatico e che questo abbia determinato ampi e rapidi cambiamenti di atmosfera, oceano, criosfera e biosfera". Usa parole nette – sottolineando che il riscaldamento in atto è rapido e si sta intensificando – il rapporto del primo gruppo di lavoro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’Onu, diffuso ieri. Il documento, realizzato da 234 scienziati e approvato da tutti i governi, è il primo tassello del sesto rapporto sul clima, che sarà pubblicato da qui a settembre 2022 e costituirà la nuova pietra miliare della scienza climatica dopo il rapporto del 2014, che ha posto le basi per l’accordo sul clima di Parigi del 2015. I cui target di 1,5 e 2 gradi di riscaldamento sono ancora raggiungibili, ma il primo solo in via teorica. In un pianeta che tra temperature record, eventi meteo estremi e incendi mostra i segni del cambiamento, la risposta ai negazionisti è nei fatti.

CRESCONO GAS SERRA

E TEMPERATURA

"L’aumento dei gas serra – scrive l’Ipcc – è inequivocabilmente causato dalle attività umane. Le concentrazioni atmosferiche di C02 sono le più alte da almeno 2 milioni di anni e sono aumentate del 47% dal 1750. Le concentrazioni di metano sono le più alte da 800mila anni. Nel periodo 2011-2020 la temperatura è stata di 1,09 C° più alta del periodo 1850-1900 (con riscaldamento più grande sulle aree emerse dove è di 1,59 C°). Di questo aumento, 1,07 C° sono attribuibili all’uomo. Ognuna delle ultime 4 decadi è stata più calda della precedente, le precipitazione sono aumentate dal 1950, con un tasso più veloce dagli anni ’80.

MENO GHIACCI

PIÙ EVENTI ESTREMI

"Prosegue la ritirata dei ghiacciai e e la riduzione dei ghiacci artici, che nell’ultimo decennio hanno raggiunto il loro livello più basso dal 1850. È in atto un riscaldamento (con il tasso più alto dall’ultima glaciazione) e una acidificazione degli oceani (con un Ph mai visto negli ultimi 2 milioni di anni), che sono già saliti di 20 centimetri tra il 1901 e il 2019. Le zone climatiche si sono spostate verso i poli ed è certo che gli estremi di calori sono diventati più intensi dal 1950 e cosi la frequenza e l’intensità delle forti precipitazioni. È probabile che la percentuale dei cicloni tropicali più forti sia cresciuta negli ultime 40 anni".

CAMBIAMENTI

FUTURI

Il futuro dipenderà dalle nostre emissioni di gas serra, da quanto riusciremo ad abbatterle. L’Ipcc fa cinque scenari, ma avverte che "la temperatura globale media continuerà a salire in tutti gli scenari almeno fino a metà secolo". "Un riscaldamento di 1,5 e 2 gradi (gli obiettivi di Parigi, ndr) sarà superato nel 21° secolo a meno che non si attuino forti tagli delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra". Secondo lo scenario più ottimista la temperatura a fine secolo salirà di 1.4 C (forchetta tra 1 e 1,8C°), secondo lo scenario medio la temperatura salirà di 2,7 C° (forchetta 2,1-3.5 gradi), secondo quello peggiore di 4,4C° (forchetta 3.3-5,7 C°)

IL PEGGIO

DEVE ARRIVARE

Le terre emerse continueranno a scaldarsi più degli oceani e ogni riscaldamento addizionale causerà un aumento dell’intensità e della frequenza degli estremi di calore, incluse le ondate di calore, delle forti precipitazioni nonché delle siccità, in alcune regioni. Aumenterà la frequenza degli eventi estremi già con un riscaldamento di 1,5 gradi. Le precipitazioni estreme aumenteranno del 7% ogni grado di riscaldamento. Già con un riscaldamento di 1,5 C° le precipitazioni intese e le associate alluvioni si intensificheranno in Africa, Asia, Nordamerica ed Europa. La percentuale dei cicloni tropicali più intesi aumenterà. Il ciclo dell’acqua diventerà più irregolare sopra la maggior parte delle aree emerse . Si intensificheranno condizioni di clima molto umido e molto secco, con conseguenti alluvioni e siccità. Il riscaldamento farà crescere lo scioglimento dei ghiacci, che continuerà per decadi o secoli, e così proseguirà la riduzione del permafrost (il terreno perennemente ghiacciato, ndr) e dei ghiacci dell’Artico, mare che che a settembre sarà libero per la navigazione prima del 2050. È praticamente certo che il livello del mare continuerà a crescere nel XXI secolo e oltre: nello scenario mediano di 0.44-0.76 centimetri al 2100 ma potrebbe raggiungere i 2 metri con alte emissioni. Sul lungo periodo il livello del mare continuerà a crescere per secoli o millenni. Se il riscaldamento sarà limitato a 2 gradi, il livello salirà dai 2 e i 6 metri. Se sarà di 5 gradi, crescerà tra i 19 e i 22 metri. La corrente del Golfo molto probabilmente si ridurrà nel corso del XXI secolo, ma non sappiamo di quanto.

L’ONU CHIEDE

DI REAGIRE

"Il campanello di allarme – denuncia il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres,è assordante e le prove sono incontestabili. Questo rapporto dovrebbe suonare come un rintocco a morte per il carbone e i carburanti fossili. Se uniamo le forze ora, potremo evitare una catastrofe climatica". La parola è ora agli Stati che a novembre si vedranno alla conferenza sul clima di Glasgow. Anche senza Trump a remare contro, sarà complesso trovare un’intesa adeguata all’urgenza richiesta.