di Viviana Ponchia Damiano David dei Maneskin è bellissimo. Paul Newman era troppo bello. E in quell’avverbio c’è il limite da non valicare, l’avvertimento a chi ha osato anche solo pensarlo. Non si può fare. La leggenda non si fotocopia. Lo hanno fatto con Lady D, con Freddie Mercury. Ce li siamo fatti piacere: bravini. E poi tutti a dire che lei era più magra, che lui non aveva quei denti esagerati. Una docuserie sull’immortale Butch Cassidy interpretato da qualcun altro però...

di Viviana

Ponchia

Damiano David dei Maneskin è bellissimo. Paul Newman era troppo bello. E in quell’avverbio c’è il limite da non valicare, l’avvertimento a chi ha osato anche solo pensarlo. Non si può fare. La leggenda non si fotocopia. Lo hanno fatto con Lady D, con Freddie Mercury. Ce li siamo fatti piacere: bravini. E poi tutti a dire che lei era più magra, che lui non aveva quei denti esagerati. Una docuserie sull’immortale Butch Cassidy interpretato da qualcun altro però no. Nemmeno se il prescelto è quel diavolo di ragazzo con lo smalto e "il ballo della vita" tatuato sulle clavicole che si prende tutto, da Sanremo ai complimenti di Mick Jagger. Nemmeno se avesse osato proporsi Marlon Brando, l’unico assimilabile e assimilato per avvenenza.

La leggenda ha stanze sacre che non vanno profanate. Di quella di Paul Newman (nella foto), morto di cancro nel 2008, sono state buttate le chiavi. Smettetela anche solo di pensarlo, saccheggiate il repertorio e arrangiatevi come potete. Ma non fatelo. Anche per il bene del giovane Maneskin, su cui i social smemorati si stanno già scatenando: Newman chi? E che c’azzecca? L’unica è sperare in un abbaglio del settimanale Novella2000 che associa il leader della band del momento a un’imminente produzione sul divo senza tempo. Congetture: "Arriva da Hollywood la voce che per un docufilm su Paul Newman, che dovrebbe anticipare l’uscita della biografia dell’attore realizzata con la collaborazione delle due figlie", starebbero pensando che il candidato perfetto sia proprio il nostro frontman per "un’incredibile somiglianza". Allora va bene, mettiamola su questo piano: quale somiglianza? Paul Newman – per contrappasso daltonico – aveva gli occhi azzurri. Meglio: "era" gli occhi azzurri. Damiano ha occhi meravigliosi, però nocciola. Dove vogliamo andare?E poi la scorsa estate il Fatto Quotidiano non disse che assomigliava anche a Lady Diana? Non sarà che è talmente bello da assomigliare a tutti i belli e dunque può lasciare stare lo Spaccone? E comunque non è per lui. Perché banalizzare e darsi al cinema come un David Bowie o una Lady Gaga qualunque? Anche Paul Newman ha avuto una carriera eclettica: cinema, teatro, avventura e un impegno liberal dichiarato. Ma non basta nemmeno questo, ci vuole una prova di coraggio come essere assaliti davanti all’orinatoio di un ristorante e decidere in quel momento di farla finita con gli autografi. Dopo parliamo di somiglianze.