Umberto Bossi, fondatore della Lega
Umberto Bossi, fondatore della Lega
Gemonio (Varese), 18 settembre 2021 - Festeggerà i suoi ottant’anni a Gemonio, nella villetta color ocra, brindando con la moglie Manuela e i figli. Tutto privato, discreto, blindato. Un collegamento con Pontida sarà l’unico momento in cui Umberto Bossi farà sentire in pubblico la sua voce. Per il resto rimane silente. "Bossi – dice chi gli è più vicino di altri – ha scelto la strada di non esternare per una questione di correttezza. Un domani, chissà". "Umberto – sussurra un antico leghista di Gemonio – sognava quello che sognavamo noi: un partito radicato nel Nord. Forse ci sarebbe riuscito. Solo nella nostra zona avevamo una sezione quasi in ogni paese". Dopo il malore nel febbraio di due anni fa, che aveva fatto ricordare il terribile colpo di maglio dell’ictus del 2004, dopo avere superato nell’inverno un dolorosissimo fuoco di Sant’Antonio,...

Gemonio (Varese), 18 settembre 2021 - Festeggerà i suoi ottant’anni a Gemonio, nella villetta color ocra, brindando con la moglie Manuela e i figli. Tutto privato, discreto, blindato. Un collegamento con Pontida sarà l’unico momento in cui Umberto Bossi farà sentire in pubblico la sua voce. Per il resto rimane silente. "Bossi – dice chi gli è più vicino di altri – ha scelto la strada di non esternare per una questione di correttezza. Un domani, chissà". "Umberto – sussurra un antico leghista di Gemonio – sognava quello che sognavamo noi: un partito radicato nel Nord. Forse ci sarebbe riuscito. Solo nella nostra zona avevamo una sezione quasi in ogni paese". Dopo il malore nel febbraio di due anni fa, che aveva fatto ricordare il terribile colpo di maglio dell’ictus del 2004, dopo avere superato nell’inverno un dolorosissimo fuoco di Sant’Antonio, conduce una vita ancora più riservata. Rare uscite a cena senza allontanarsi troppo da Gemonio.

L’ultima apparizione romana lo scorso aprile, quando è comparso a Palazzo Madama per appoggiare pubblicamente la scelta della Lega di sostenere il governo di Mario Draghi. Riceve le visite di Giancarlo Giorgetti, del cofondatore della Lega Giuseppe Leoni, di Roberto Castelli. Non perde una battuta, un movimento, un sussulto della politica. Le tante letture, libri di storia, l’amato Leopardi, che recita a memoria con una predilezione per l’Infinito, e il poeta siciliano Ignazio Buttitta. Gli ottant’anni? "Ci scherza sopra", scherza a sua volta un amico. All’esterno il traguardo che Umberto Bossi raggiungerà domani rialza spiriti mai sopiti, attizza, in contemporanea, entusiasmi e nostalgie.

La vecchia Lega è pronta. In mattinata, nel pratone di Pontida dove il giovane leader assaporò tanti trionfi e il vecchio condottiero ha patito recenti amarezze, Roberto Castelli e i militanti raccolti nel gruppo Autonomia e libertà organizzano un incontro con l’intervento di Bossi. "Ottant’anni – spiega l’ex ministro della Giustizia – arrivano una volta sola, anche se al capo ne auguro due. Mi sembra bello rivolgergli gli auguri da parte della gente che lo ama. E Bossi lo amano in tanti, tanti. Se ci riusciamo, ci colleghiamo con lui in video chiamata, altrimenti sarà una telefonata per fare sentire al capo la voce dei suoi militanti e fare sentire la sua voce a noi, vecchi militanti. Abbiamo scelto Pontida perché è un luogo della nostra storia. Siamo leghisti ortodossi e vogliamo tenere accesa la fiammella dell’autonomia delle nostre terre, anche per rispetto a quei cinque milioni che votarono allora. Siamo una organizzazione assolutamente allineata. Non abbiamo nulla da contestare, abbiamo con noi sindaci e segretari di sezione e anche personaggi di alto livello. Il nuovo corso della Lega è stato scelto dal congresso, quindi è assolutamente legittimo. Noi diciamo: ragazzi, non dimentichiamoci dell’autonomia". Radio Rpl dedicherà al compleanno una diretta dalle 8 alle 10 condotta da Roberto Maggi e alle 11 sarà a Pontida.

Il genetliaco del patriarca s’intreccia con i venticinque anni dell’indipendenza della Padania, proclamata da Bossi il 15 settembre del 1996, a Venezia. Fotografie e ricordi si allineano sulla pagina Facebook del gruppo “Padani uniti“ con Umberto Bossi e su quella di Daniela Cantamessa, storica segretaria del "Senatùr". Immagini che racchiudono tanto della storia di Umberto Bossi da Cassano Magnago, approdato alla politica con un ruolo di grande demiurgo dopo essersi cimentato in più di un mestiere. Sul Monviso a raccogliere in un’ampolla l’acqua delle sorgenti del Po. Sorridente, la fronte ombreggiata dalla capigliatura cespugliosa, il giorno dell’apoteosi veneziana. Con la camicia verde d’ordinanza. Con il sigaro Garibaldi tra le labbra. "Già da alcuni giorni – dice Daniela Cantamessa – i social sono in fermento per il compleanno di Umberto Bossi. In tantissimi gli riservano post e commenti affettuosi. A causa della pandemia il suo contatto con la gente, in questi anni, si è ridotto al minimo. Per questo vogliamo fargli sapere che gli vogliamo bene e che per noi sarà sempre il solo e unico Capo. Lui non sarà mai dimenticato perché ci ha fatto vivere delle emozioni e dei momenti indimenticabili e irripetibili e per questo ci riteniamo fortunati e privilegiati. Non lo ringrazieremo mai abbastanza".