Si infittisce il giallo del Belize e l’imbarazzo dell’aristocrazia britannica cresce. Jasmine Hartin (nella foto), compagna di Andrew Ashcroft, figlio del miliardario e lord britannico Michael Ashcroft, uno dei maggiori donatori del partito conservatore di Boris Johnson, sarà condotta da un resort di lusso sull’isola di San Pedro alla terribile prigione di Hattieville, nota per le...

Si infittisce il giallo del Belize e l’imbarazzo dell’aristocrazia britannica cresce. Jasmine Hartin (nella foto), compagna di Andrew Ashcroft, figlio del miliardario e lord britannico Michael Ashcroft, uno dei maggiori donatori del partito conservatore di Boris Johnson, sarà condotta da un resort di lusso sull’isola di San Pedro alla terribile prigione di Hattieville, nota per le durissime condizioni riservate ai detenuti.

La donna, 38 anni, è stata arrestata e incriminata per la morte del sovrintendente di polizia, Henry Jemmott, amico di famiglia, colpito alla nuca da un proiettile sparato da breve distanza. Ma la dinamica dell’evento resta un mistero. La coppia si trovava infatti su un molo accanto al resort di lusso Mata Rocks, a guardare la luna. Secondo la testimonianza di Hartin, il poliziotto l’avrebbe esortata a consegnargli la pistola d’ordinanza che lui aveva appoggiato sul molo. Ma proprio nel momento della consegna, sarebbe partito uno sparo che lo ha colpito alla nuca. Secondo altre ricostruzioni, invece, l’incidente è avvenuto in seguito ad un "gioco" con la pistola, che per l’alcol e la situazione, si sarebbe trasformato in tragedia.

Hartin è stata ritrovata da un agente con i vestiti e le mani piene di sangue. Sembra che l’agente senza vita le sia caduto addosso e lei abbia spinto via il corpo verso il molo. Una tesi che spiega perché il cadavere è stato recuperato in acqua. Hartin è stata accusata di omicidio colposo per negligenza, un atto che raramente comporta una pena detentiva in Belize. I suoi avvocati stanno lottando per l’introduzione di una cauzione che permetterebbe alla donna di evitare il supplizio, ma la misura è stata finora negata per i timori che Hartin possa fuggire dal Belize. Ad Hattieville la donna dovrà attendere l’inizio del processo a meno che la Corte Suprema del Paese decida di concederle la possibilità di uscire da quello che è definito come "un vero inferno".