Martedì 16 Luglio 2024

Dal ’pentimento’ al ritorno al carcere duro. I pm: "Sandokan testimone non credibile"

La collaborazione con la giustizia di Francesco Schiavone, capo dei Casalesi, è stata revocata per mancanza di utilità investigativa. La Procura di Napoli ha disposto il 41 bis per il boss.

Dal ’pentimento’ al ritorno al carcere duro. I pm: "Sandokan testimone non credibile"

Dal ’pentimento’ al ritorno al carcere duro. I pm: "Sandokan testimone non credibile"

È durata solo pochi mesi la collaborazione con la giustizia del capo del clan dei Casalesi Francesco Schiavone, il più noto tra i boss della mafia campana soprannominato Sandokan per via della somiglianza con la "tigre della Malesia" interpretata da Kabir Bedi in tv. La Procura di Napoli ha deciso di revocare il programma di protezione e quindi anche il percorso avviato a marzo ritenendo le sue dichiarazioni non utili ai fini investigativi. I pm antimafia coordinati dal procuratore Nicola Gratteri hanno presentato istanza al ministero della Giustizia che ha disposto nuovamente il 41 bis per il boss. La notizia del "pentimento", in alcuni ambienti accolta con perplessità, aveva fatto sperare che il boss custodisse ancora segreti e informazioni utili su casi di lupara bianca e su misteri come la morte del fondatore del clan Antonio Bardellino.