Era noto come ‘The dating game killer’, per aver partecipato negli anni ‘70 alla nota trasmissione televisiva del gioco delle coppie. All’epoca nessuno immaginava che Rodney Alcala, fotografo californiano brillante e di bell’aspetto, fosse in realtà un mostro, forse il serial killer più sanguinario della storia americana. Un feroce assassino che, secondo gli investigatori, potrebbe aver torturato ed ucciso almeno 130 persone ai quattro angoli del Paese. Dopo aver terrorizzato l’America, vecchio e malato è morto a 77 anni per cause naturali, prima che il boia potesse giustiziarlo. Alcala era infatti in attesa che la sua pena capitale fosse eseguita, anche se per le condizioni di salute da tempo non si trovava più nel braccio della morte del penitenziario californiano di San Quintino, ma in quello di Corcoran, prima di essere ricoverato nelle ultime settimane nell’ospedale di San Joaquin Valley. Negli ultimi anni ha evitato l’iniezione letale solo grazie alla moratoria sulle esecuzioni voluta in California dal governatore democratico. La condanna a morte di Alcala si riferisce agli assassinii di sette donne, tra cui una bambina di 12 anni, compiuti tra il 1971 e il 1979. Ma gli investigatori da sempre sospettano che il numero delle vittime di Alcala sia infinitamente più alto.