RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Truffe sentimentali, "quei milioni di euro che escono dall’Italia: dove finiscono?”

L’avvocato Sofia Gurrera: “E’ un depauperamento del patrimonio nazionale. Ma il reato non esiste”. Come cambia lo scenario con l’intelligenza artificiale

Sofia Gurrera
Sofia Gurrera

Roma, 6 novembre 2023 – "La truffa affettiva non è contemplata nel codice penale. Non c’è nessun riferimento in nessuna normativa, il problema è proprio questo. Nella querela diventa così fondamentale specificare quali siano stati gli atteggiamenti manipolatori del truffatore o dei truffatori ed evidenziare il coinvolgimento sentimentale della vittima". Parte da questa premessa Sofia Gurrera, avvocato di Acta. "Riceviamo una decina di segnalazioni al giorno", fa sapere.

Non avere una norma di riferimento è un’arma spuntata?

"Sicuramente nelle prime querele c’era proprio la difficoltà di capire, il fenomeno era nuovo. Oggi a forza di parlarne è più semplice".

Vedovi, stranieri, volti rassicuranti, assumono tante identità diverse, sfruttando magari la stessa foto.

"Ci sono interessi economici fortissimi, alla base. E questo è un problema proprio per la nazione. Questi milioni di euro, escono dall’Italia. A chi vanno? A che cosa servono? Comunque, l’Italia ha un depauperamento del proprio patrimonio non indifferente. E recuperare questi soldi è quasi impossibile, una volta che sono stati versati su conti correnti dall’altra parte del mondo".

L’ultima trovata?

"Siamo partiti dalle truffe affettive classiche, come il finto soldato che finge di voler tornare in Italia dalla propria amata. Adesso invece sono molto in voga quelle che invogliano la vittima a investire soldi. Si parla di bitcoin, di tessere Amazon, con strategie particolarmente complesse. Sfruttano molto le nuove tecnologie".

Truffe sentimentali, i numeri
Truffe sentimentali, i numeri

Pericolo ancora più grande, non tutti sanno di cosa si parla.

"Anche noi spesso ci troviamo di fronte a tipologie di investimento che magari non conoscevamo fino al giorno prima. Quindi contano proprio su questo, prendono alla sprovvista".

Come scatta la truffa?

"Nell’immediato magari restituiscono anche un importo superiore rispetto a quello investito. Quindi le vittime vengono invogliate dal coinvolgimento sentimentale e dal profitto. Poi, quando l’investimento è particolarmente alto, questi soldi non sono più restituiti".

Ci sono state pene esemplari?

"Ci sono stati casi eclatanti ma da questo punto di vista siamo indietro. Spesso le indagini si arenano. Il pm e la procura riconoscono che è stata perpetrata una truffa affettiva ma nella richiesta di archiviazione scrivono che non è stato possibile individuare gli autori del fatto. Quindi oggi le condanne sono quasi impossibili".

Chi sono i truffatori? Singoli o società?

"Dipende. Noi distinguiamo le truffe affettive dal vivo da quelle online che quasi sempre sono perpetrate da gruppi organizzatissimi, che si trovano in un punto qualunque del mondo. Non sono improvvisati. Per quelle dal vivo, invece, c’è la possibilità di arrivare a una condanna".

Quindi le truffe dal vivo sono più rischiose per chi le mette in pratica?

"Sì, è capitato che il truffatore ricevesse dei soldi e poi stupidamente firmasse un riconoscimento di debito. Vero che si rendono irreperibili e sono sempre nullatententi. Ma in sede civile si riesce ad ottenere un decreto ingiuntivo. Puoi cercare di pignorare il patrimonio".

L’intelligenza artificiale come può cambiare questo fenomeno?

"È stata usata parecchio. Ci è capitato di trovare foto di persone effettivamente esistenti, la cui identità era stata usurpata, modificata con programmi anche online. I truffatori riuscivano a far muovere e parlare le persone come fossero reali. Questo in origine ha causato una serie infinita di vittime".

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