Un momento della gavettonata tra studenti della Normale e del Sant’Anna
Un momento della gavettonata tra studenti della Normale e del Sant’Anna
di Guglielmo Vezzosi PISA La tradizionale guerra a gavettoni tra i "cervelloni" delle Scuole di eccellenza pisane – la Normale e la Sant’Anna, dove tra libri, robot e laboratori tra i più avanzati d’Europa si forma la classe dirigente di domani – finisce in bolgia tra accuse di omofobia, nonnismo e anche l’occhio nero per il pugno rimediato da un allievo della Sant’Anna. Campo di battaglia, un grande parcheggio fuori dalle mura medievali della città, dove sabato sera gli "eserciti" delle due Scuole si sono dati appuntamento per lo scontro che, dopo un anno di stop causa Covid, avrebbe dovuto rinverdire la sfida tra le due Scuole d’élite, che di solito si contendono il primato nelle classifiche internazionali per le performance dei loro docenti e promettenti allievi. Circa 250 i ragazzi in campo, divisi in due schiere e armati...

di Guglielmo Vezzosi

PISA

La tradizionale guerra a gavettoni tra i "cervelloni" delle Scuole di eccellenza pisane – la Normale e la Sant’Anna, dove tra libri, robot e laboratori tra i più avanzati d’Europa si forma la classe dirigente di domani – finisce in bolgia tra accuse di omofobia, nonnismo e anche l’occhio nero per il pugno rimediato da un allievo della Sant’Anna.

Campo di battaglia, un grande parcheggio fuori dalle mura medievali della città, dove sabato sera gli "eserciti" delle due Scuole si sono dati appuntamento per lo scontro che, dopo un anno di stop causa Covid, avrebbe dovuto rinverdire la sfida tra le due Scuole d’élite, che di solito si contendono il primato nelle classifiche internazionali per le performance dei loro docenti e promettenti allievi.

Circa 250 i ragazzi in campo, divisi in due schiere e armati di tutto punto: scudi, catapulte, addirittura un castello smontabile e trasportabile e, ovviamente, carrelli con migliaia di palloncini, almeno 30mila per parte. Urla, cori, muscoli e cervello, formazioni a testuggine e rullo dei tamburi. La battaglia ha inizio: due ore di scontro intenso, al termine del quale, come da tradizione, ognuno rivendica per sé la vittoria dandosi appuntamento all’anno venturo per pareggiare i conti. Sembra tutto finito, ma nella serata di ieri una mail diffusa dai normalisti – per la precisione da un gruppo di loro, spiegano i portavoce Irene Vasai e Nicolò Montali – sposta il confronto decisamente su altri toni: "E’ divertente lanciarsi gavettoni e cori di scherno solo finché è un gioco. Ci ha delusi come la retorica portata avanti da una parte degli allievi della Sant’Anna continui ad incentrarsi su affermazioni omofobe e discriminanti: la goliardia non può diventare un momento di discriminazione e oppressione".

Nel mirino lo spettacolo iniziale "con frasi quali “la gente come voi ha l’AIDS“ o “fr*i“" ma anche gli scudi rubati ad alcuni ragazzi della Scuola Normale "“vandalizzati” con scritte come “gay“ o, di nuovo, “fr*io“. Questa goliardia non ci piace più" dicono i normalisti che accusano i colleghi santannini anche di "nonnismo esercitato dagli allievi più grandi nei confronti dei più piccoli. E’ anche per questo motivo che alla fine del lancio dei gavettoni abbiamo esposto uno striscione con la scritta ‘Fate l’amore, non fate matricola’, invitando i nostri colleghi a ripensare la loro idea di goliardia".

A stretto giro la replica degli allievi della Scuola Sant’Anna. Il portavoce è Valerio Cancian, incaricato dei rapporti con la stampa: "I cori sono gli stessi da anni e anni, non vanno certo valutati fuori contesto, che è un contesto goliardico, dove il politicamente corretto non esiste. Ci si prende in giro su qualunque tema, di studio, politico e sessuale, ma non lo facciamo solo noi. E’ chiaro che fuori da quello scenario certe espressioni sono riprovevoli, ma da sempre è così e non ci sono mai stati problemi. Sembra piuttosto che la Normale voglia cercare un appiglio polemico perché ogni anno vinciamo noi la battaglia. Sul campo ci si urla qualunque cosa, è l’essenza della goliardia essere sopra le righe e irriverente. Ma finisce lì. Rigettiamo le accuse di omofobia: nella nostra Scuola da anni c’è una task force di allieve e allievi che si riunisce periodicamente e organizza iniziative e dibattiti sulle tematiche di genere e legate ai diritti Lgbt, per cui siamo tranquilli. Così pure il capitolo nonnismo: da noi non esiste, anzi i preparativi della battaglia sono occasione di aggregazione tra gli allievi dei vari corsi".

Poi il contrattacco: "Piuttosto, a chi fa tanto il moralista – continua il portavoce della Sant’Anna – chiedo come mai un nostro allievo ha rimediato un occhio nero per il pugno in faccia ricevuto a fine battaglia quando le due parti si incontrano per decidere chi ha vinto. Non solo: non abbiamo visto normalisti a ripulire la piazza dopo la gavettonata mentre domenica mattina davanti alla nostra Scuola campeggiava uno striscione di pessimo gusto, con la firma dei normalisti, dove si parla di ’feccia santannina’, di ‘giuristi da vendemmia’ con la chiosa finale ‘S.Anna me**da’ tirando in ballo anche i santi". E via così, con toni molto poco da élite culturale....