Sono Torino e Trieste le due piazze dove il centrodestra è avanti nel prossimo voto amministrativo, a fronte di un centrosinistra favorito a Milano, Bologna e a Napoli, in tandem con M5s. Con la grande incognita Roma, dove per tutti è sicuro solo l’approdo al ballottaggio, ma non la conquista del Campidoglio. A poco più di 15 giorni dal voto, sondaggi alla mano, quel centrodestra che se si votasse per le elezioni politiche nazionali arriverebbe tra il 45% e il 47% dei voti, sul fronte delle amministrative segna il passo. Per scelte non sempre azzeccatissime sui...

Sono Torino e Trieste le due piazze dove il centrodestra è avanti nel prossimo voto amministrativo, a fronte di un centrosinistra favorito a Milano, Bologna e a Napoli, in tandem con M5s. Con la grande incognita Roma, dove per tutti è sicuro solo l’approdo al ballottaggio, ma non la conquista del Campidoglio. A poco più di 15 giorni dal voto, sondaggi alla mano, quel centrodestra che se si votasse per le elezioni politiche nazionali arriverebbe tra il 45% e il 47% dei voti, sul fronte delle amministrative segna il passo. Per scelte non sempre azzeccatissime sui candidati, errori grossolani nelle liste, gaffes e "rese dei conti" interne, come a Milano, che favoriscono gli avversari.

Ieri, il Tar della Campania ha bocciato il ricorso presentato per le liste ‘Prima Napoli’ (promossa dalla Lega) e per le due civiche di diretta ispirazione del candidato sindaco Catello Maresca. Oltre ai capoluoghi, pare esserci per il Carroccio un’incognita nella ‘roccaforte’ Varese, città che ha dato i natali a Bossi, Maroni, Giorgetti e alla prima Liga Lombarda, con la Lega che qui è, secondi i sondaggi che circolano più o meno riservati, un po’ indietro: il sindaco uscente, Davide Galimberti, sostenuto da Pd e M5s, potrebbe centrare la riconferma. Sarebbe per il Carroccio una sconfitta non indolore.

Il caso più eclatante però resta Roma, dove il ‘tribuno radiofonico’ Enrico Michetti (nella foto) sta incontrando più di una difficoltà, alienandosi una consistente parte della borghesia moderata romana da sempre vicina alla destra (e che infatti si sta orientando verso il voto a Carlo Calenda, ndr), ma pure nelle periferie, dove i suoi ‘competitor’ hanno il fiato corto.

Se dunque Michetti dovesse arrivare al ballottaggio sarà per colpa delle divisioni romane a sinistra, con l’ex ministro Gualtieri che, alla fine, è quello con più possibilità, rispetto a Raggi e Calenda. In ogni caso, sempre secondo le previsioni disponibili al momento, Michetti al ballottaggio verrebbe sconfitto sia da Gualtieri sia da Calenda. Niente Roma (probabilmente) per il centrodestra. E, se davvero si verificasse, addio ai ‘sogni di gloria’ della Meloni, che guarda già alla successione di Nicola Zingaretti in Regione con l’attuale capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida.

A Milano, poi, la candidatura del medico ("Il candidato con la pistola", come lo hanno ribattezzato gli avversari) Luca Bernardo ha fatto fatica a decollare, con il sindaco uscente, Beppe Sala, alla finestra: alcuni sondaggi arrivano addirittura a darlo vincente al primo turno. E anche a Bologna sarebbe in largo vantaggio il centrosinistra, con Matteo Lepore. Solo a Torino, in buona sostanza, il centrodestra nutre speranze di vittoria. L’imprenditore Paolo Damilano viaggia serenamente verso l’affermazione al primo turno, dopo un’era targata 5 Stelle con Chiara Appendino, che molti vogliono dimenticare.

Elena G. Polidori