Dove scende in campo, Forza Italia fa ancora la differenza. Come dimostra, prima ancora della vittoria in Calabria, il dato di Trieste, dove il centrodestra vincente ha visto un contributo netto degli azzurri per il 9%, ma anche in città dove la vittoria non ha sorriso, come Milano, e dove FI ha portato a casa un 7,2%, mentre a Torino (al ballottaggio) il dato al primo turno è stato quello del 5,3%. Più modesta l’affermazione a Napoli (6,9%) e a Roma (3,6%), dove tuttavia la partita è ancora tutta da giocare. Forza Italia, dunque, è tutt’altro che "defunta" e lo dimostra il caso Calabria, dove Roberto Occhiuto, capogruppo azzurro alla Camera, ha visto a mani basse la guida della regione, con il partito berlusconiano che ha confermato la sua leadership sul territorio confermandosi la prima scelta con il 17%.

Raggiante Antonio Tajani ("Caro Roberto – ha infatti commentato – tu hai reso orgogliosa tutta FI, a dimostrazione che ancora una volta Berlusconi ha indovinato il candidato vincente"), ma è stato Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza azzurro, a tirare le somme che sembrano anche un avvertimento agli alleati: "Il dato è tratto: quando il centrodestra segue le indicazioni di FI, si presenta unito e sa esprimere candidati e un programma di sintesi, vince. Quando c’ho non avviene, zoppica".

Elena G. Polidori