Lucetta Scaraffia Ci aiuta a rispondere una indagine presentata ieri alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne e che apre uno scenario inedito e inquietante. Un italiano su quattro – di questi il 30 per cento è composto da uomini e il 20 per cento da donne – pensa che lo stupro non sia vera violenza e che spesso le donne con il loro modo di...

Lucetta

Scaraffia

Ci aiuta a rispondere una indagine presentata ieri alla vigilia della giornata contro la violenza sulle donne e che apre uno scenario inedito e inquietante. Un italiano su quattro – di questi il 30 per cento è composto da uomini e il 20 per cento da donne – pensa che lo stupro non sia vera violenza e che spesso le donne con il loro modo di vestirsi e di atteggiarsi “se lo vada a cercare”. Per tre su dieci uno schiaffo dettato dalla gelosia non è violenza, e di questi il 40 per cento sono uomini, ma purtroppo il 20 per cento sono donne. E una percentuale analoga – quattro uomini su dieci, tre donne su dieci – pensa che obbligare la partner a un rapporto sessuale non sia violenza.

Questo significa che nonostante le battaglie dei media, i sit in delle femministe con le scarpe rosse, l’inasprimento delle pene, una parte notevole dei cittadini italiani non è sensibile al problema. E soprattutto non è piccola la percentuale di donne che tacciono. Donne che subiscono botte e violenze senza il coraggio di denunciare, che inspiegabilmente accettano di vedere ancora una volta, per l’ultimo chiarimento e senza protezione, un violento che poi le ucciderà.

Fra le donne che tacciono non ci sono solo le vittime, ma anche le madri dei violentatori, che li hanno educati a essere padroni di un altro essere umano: la donna con cui dividono la vita.

Questa inchiesta prova che in Italia, dietro una apparenza di politicamente corretto, che difende le donne e le sostiene, c’è uno zoccolo duro di persone ancora immerse in pregiudizi pericolosi. E credo che questa situazione possa cambiare non con forti iniezioni di ideologia femminista, ma solo con un vero processo educativo che la scuola dovrebbe essere in grado di avviare; speriamo sostenuta dai media e dalla chiesa, con la decisiva collaborazione di mamme e nonne.