la app made in Arezzo
la app made in Arezzo

CAMBIARE PER resistere, innovare per fare impresa. E’ il destino dei giovani che oggi si scontrano con il mondo del lavoro, un mercato che oggi è in continuo mutamento e che riserva sempre meno spazi alle attività del passato. E allora se prima era sufficiente produrre manufatti in oro, oggi è necessario anche produrre idee che non vanno tanto al chilo e che si toccano, ma solo con un dito e tramite uno schermo.
Nel sottobosco dell’economia aretina, spuntano società che banalmente possiamo definire 2.0, tra queste c’è l’Inexma, nata per sviluppare dei social network privati per le aziende e le squadre di calcio. L’idea nasce proprio dalla passione per lo sport dei suoi soci, due sono figli d’arte: Nicolè Sarri e Gabriele Baldini. Il padre di uno allena in serie A, dell’altro è ds del Tottenham. L’azienda ha sede ad Arezzo e intorno al progetto circolano una decina di persone. 
IL PRODOTTO di punta è Toalk un’applicazione che apre nuove frontiere agli appassionati e ai professionisti del mondo del calcio. Tutto è nato dallo sviluppo di applicazioni per squadre di calcio come l’Empoli e l’Arezzo. «Poi ci siamo detti – ci racconta Gabriele Baldini – perché non creare un’applicazione in cui ogni squadra ha uno suo spazio ben definito?» L’idea dei ragazzi di Inexma nasce soprattutto dalla necessità di creare delle piattaforme social in cui tutti i dati dei fan e dei singoli accessi non rimangano ad uso esclusivo dei big del settore come facebook. «Partendo da questa idea di non monopolizzare la proprietà dei dati, abbiamo avviato un percorso commerciale che ci ha condotto a sviluppare un app che ora gira su android e tra poco anche su ios». Attraverso la app è possibile poter ricavare informazione su tutte le squadre di seri A e B e se una società stringe un accordo con Toalk, ha la possibilità di vedersi riconosciuti ulteriori servizi. «Da qui a un paio di mesi almeno 6 o 7 importanti club potrebbero essere dei nostri portanodci a toccare a un bacino potenziale di qualche milione di tifosi». Ad oggi sono dentro Toalk l’Empoli, il Perugia e il Carpi. «La app ha diverse funzioni che danno modo all’utente di rimanere aggiornato sulla sua squadra. In sostanza noi aggreghiamo in tempo reale tutte le informazioni che il club pubblica sulle sue piattaforme ufficiali, ma mettiamo a disposizione anche altre fonti settoriali e attendibili. L’utilità per il fan – continua Gabriele – è che in un unico flusso ritrova tutta l’informazione. Come detto questo servizio già funziona per tutti i club di A e B». .
In un solo contenitore il tifoso di una squadra non solo può consultare tutte le informazioni aggregate del suo team del cuore, ma può anche curiosare cosa succede altrove. «Toalk mira anche a diventare un luogo dove i tifosi possano interagire in modo più profondo rispetto a quanto permettono i social network esistenti. C’è la funzione «clan» – spiega Gabriele – per i ragazzi della curva o i più affezionati. Sostanzialmente si tratta di un gruppo privato, dove su invito o richiesta si possono aggiungere altri amici per commentare insieme e chattare. Ognuno può partecipare a un clan o fondare il suo, ma devono essere tassativamente tutti appartenenti alla stessa tifoseria». Delle vere e proprie comunità virtuali, unite dalla stessa passione per il calcio e che possano tenere viva la comunicazione senza il bisogno di passare dai grandi social.
«TOALK È NATA dopo lo sviluppo della app dell’Arezzo che abbiamo testato come pilota a livello funzionale insieme a quella ufficiale dell’Empoli. Solo alla fine di questo percorso abbiamo dato vita a questa nuova applicazione» conclude Gabriele. Al momento il team è impegnato da un lato all’implementazione delle funzioni dell’applicazione per poterla meglio tarare alle esigenze dei club che aderiranno al progetto, dall’altro c’è chi si occupa della commercializzazione e delle relazioni esterne. Gli uffici di Toalk sono ad Arezzo nella zona di Saione, dentro non ci sono macchinari, non si produce nulla. Non ci sono i rumori della fabbrica, ma delle tastiere. Si sviluppano e si vendono idee. Per fortuna in città non sono i soli ad aver capito che il futuro dell’economia oggi viaggia anche in rete.