Mentre nei paesi europei i piani vaccinali si sono ritrovati da un momento all’altro ad arrancare per colpa dei ritardi delle case farmaceutiche nelle consegne delle dosi, si fa sempre più strada nel Vecchio continente l’idea di affiancare a quella dei vaccini anche un’altra arma, finora rimasta in secondo piano, anche per i costi...

Mentre nei paesi europei i piani vaccinali si sono ritrovati da un momento all’altro ad arrancare per colpa dei ritardi delle case farmaceutiche nelle consegne delle dosi, si fa sempre più strada nel Vecchio continente l’idea di affiancare a quella dei vaccini anche un’altra arma, finora rimasta in secondo piano, anche per i costi elevati: gli anticorpi monoclonali.

Apripista sarà la Germania che si prepara a diventare il primo Paese dell’Unione europea che utilizzerà il trattamento sperimentale a base di anticorpi già approvato tra gli altri dagli Stati Uniti. Si tratta della cura che era stata somministrata all’ex presidente americano Donald Trump per tirarlo fuori in tempi da record dalla sua infezione di Covid-19, che l’aveva costretto al ricovero e a un breve stop della campagna elettorale per le presidenziali.

Il costo per il momento sembrerebbe tuttavia proibitivo per un uso su larga scala di questa terapia. Berlino ha comprato 200.000 dosi per una spesa di 400 milioni di euro, ha annunciato il ministro della Salute Jens Spahn. Si parla dunque di un prezzo pari a 2.000 euro a dose. Il cocktail di anticorpi sarà utilizzato negli ospedali universitari tedeschi a partire dalla prossima settimana. Anche l’Italia peraltro esplora questa possibilità terapeutica. Venerdì l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha pubblicato un bando per lo studio clinico di questa cura, che dalle prime indicazioni sembrerebbe funzionare soprattutto sui pazienti allo stadio iniziale della malattia: eviterebbe le complicazioni gravi. I tempi non si preannunciano brevissimi: lo studio dovrà durare non più di un anno e le proposte dovranno essere inviate entro il primo febbraio.