Palermo, 4 dicembre 2018 - Nuovo colpo a Cosa nostra, che dopo anni aveva ricostruito la storica Cupola. Il nuovo capo dell'organizzazione dopo la morte di Totò Riina era Settimino Mineo, fermato dai carabinieri del comando provinciale di Palermo insieme ad altre 45 persone a seguito delle indagini della dda di Palermo. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

Settimino Mineo, 80 anni, ufficialmente gioielliere, un "curriculum" mafioso di decenni, è il nuovo capo di Cosa nostra. Capo del mandamento di Pagliarelli, sarebbe stato eletto successore di Riina il 29 maggio scorso. In quell'occasione la Cupola di Cosa nostra era tornata a riunirsi per la prima volta dal 1993, per scegliere i nuovi vertici e riorganizzare le attività di traffico di droga e scommesse online. Il nuovo padrino è il più anziano fra i boss della mafia siciliana. Stimato da Riina, nel 1982 Mineo era scampato a un agguato in cui morì il fratello Giuseppe, dopo che già un altro fratello, Antonino, era stato assassinato sei prima prima.

Nel 1984, al giudice Falcone che lo interrogava dopo l'arresto, lo "zio Settimo" rispose: "Non so di che parla, cado dalle nuvole". Fu poi condannato a 5 anni al maxi-processo e, riarrestato nel 2006, era tornato libero dopo una condanna a 11 anni. Le indagini, coordinate da un pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Maurizio Agnello, Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli, hanno consentito di cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all'interno di Cosa Nostra e di documentare la ricostituzione della nuova commissione provinciale di Palermo, che per anni non si era più riunita, segno che si era tornati alla gestione unitaria di un tempo.

"C'è un ritorno alle regole vecchie, arcaiche, da parte di Cosa nostra. Sembra di rileggere le dichiarazioni rese a suo tempo da Tommaso Buscetta. Ci sono ancora quelle regole, sono ancora attuali, Cosa nostra è quella e non può rinunciare alla sua struttura unitaria e verticistica. Se la commissione si riunisce, si riunisce per decidere le cose gravi. E siccome bisogna evitare ciò, ci siamo trovati di fronte a una cosa pericolosa: ecco il perché dell'intervento rapido posto in essere da Dda e carabinieri", dice il capo della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Francesco Lo Voi, nel corso della conferenza stampa durante la quale ha illustrato i dettagli dell'operazione "Cupola 2".

"Nella riunione del 29 maggio scorso - conferma Lo Voi - viene individuato il soggetto che ricopre il ruolo di maggior rilievo della commissione, che è Settimo Mineo. Già inserito nell'ordinanza di rinvio del maxiprocesso scritta da Falcone e Borsellino: uomo d'onore indicato da Buscetta, era stato indicato anche da Salvatore Contorno e da Leonardo Vitale. Mineo aveva dichiarato di non conoscere nessuno dei coimputati del maxi processo benche' vi fosse un giro di assegni con personaggi quali Nicolò Greco e Salvatore Buscemi". Anche questo un segno - aggiunge Lo Voi - che Cosa nostra non abbandona le sue regole e che i personaggi di maggiore rilievo una volta ritornati in campo possono tornare anche a ricoprire cariche importanti".