Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, in aula per il processo bis (Lapresse)
Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, in aula per il processo bis (Lapresse)

Roma, 20 settembre 2019 - Stefano Cucchi fu vittima di "un pestaggio degno di teppisti da stadio". E' quanto ha detto il pm Giovanni Musarò nella sua requisitoria al processo sulla morte del geometra romano. Il magistrato ha sottolineato che non si trattò di "uno schiaffo", ricordando poi le parole dette in aula da Francesco Tedesco, il carabiniere che ha rivelato le botte dei due suoi colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati come lui di omicidio preterintenzionale. "Ci furono due battibecchi con D'Alessandro. Dopo un calcio e uno spintone Cucchi cade e sbatte a terra il sedere e la nuca, prende un calcio violentissimo in faccia o alla nuca che gli provoca una frattura alla base del cranio", ha aggiunto Musarò descrivendo quanto accaduto 9 anni fa.

"Le lesioni più gravi sono state prodotte dalla caduta di Cucchi, dopo un violentissimo pestaggio", ha continuato il pm ricordando che in quell'occasione il giovane "si è fratturato due vertebre". Musarò ha quindi citato uno dei testimoni chiave per la riapertura del caso, Luigi Lainà, un detenuto che incontrò Cucchi il giorno dopo il suo arresto. "Gli ho chiesto di alzarmi la maglietta. E lui mi ha mostrato la schiena: era uno scheletro, sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz - ha detto il pm citando le parole di Lainà -. Aveva il costato di colore verdognolo-giallo, come quello di una melanzana. Gli ho chiesto se a ridurlo così fosse stato qualcuno della penitenziaria... ero pronto a fare un casino... e invece lui rispose che erano stati i carabinieri che lo avevano arrestato... 'Si sono divertiti', mi aggiunse". E ancora: "Stava proprio acciaccato de brutto, era gonfio come una zampogna sulla parte destra del volto. Anche io sono stato massacrato, ma massacrato a quel livello come Cucchi no. A ridurlo così dovrebbe essere stato un folle o più folli senza scrupoli". Dichiarazioni, quelle di Lainà, dette al pm cinque anni dopo con la riapertura dell'inchiesta e poi ribadite nel marzo del 2018 nel processo bis in corte d'assise.

Quando venne arrestato, ha detto ancora il pm Musarò, Stefano Cucchi pesava 43 kg. Ne pesava 37 quando morì. "Questo notevole calo ponderale - ha spiegato - è riconducibile al trauma dovuto al violento pestaggio, non certo a una caduta come si disse all'epoca. Lui perse 6 kg in 6 giorni. Non mangiava perché aveva dolore, stava male. E per il dolore non riusciva neppure a parlare bene". 

Ilaria Cucchi: "Lo Stato è con noi"

"Oggi comunque vada, mentre sto ascoltando il pm Musarò sto facendo pace con quest'aula. Sono commossa. E' presente anche il Procuratore facente funzioni, Prestipino. Il mio pensiero va al Procuratore Pignatone. Lo Stato è con noi", ha scritto su Facebook, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, presente in aula durante la requisitoria.