di Massimo Donelli Guido Crosetto, 58 anni, di Cuneo, un passato nella Democrazia cristiana e in Forza Italia, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, ma non più in politica dal 2014, da quando, cioè ha assunto la guida della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD), giovedì sera si è guadagnato un posticino nella storia della tv italiana. Ospite a ‘Piazzapulita’, il talk show de La 7 condotto da Corrado Formigli, 53 anni, napoletano, Crosetto ha atteso per 58 minuti e 15 secondi che gli venisse data la parola. E quando è stato invitato a commentare l’ormai celebre inchiesta di Fanpage che ha fatto infuriare Giorgia Meloni, ha pronunciato queste parole: "Io ho ascoltato per un’ora la trasmissione. Man mano che la sentivo, mi chiedevo: ‘Cosa ci faccio qua?’ Io ho una grandissima stima nei confronti...

di Massimo

Donelli

Guido Crosetto, 58 anni, di Cuneo, un passato nella Democrazia cristiana e in Forza Italia, tra i fondatori di Fratelli d’Italia, ma non più in politica dal 2014, da quando, cioè ha assunto la guida della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD), giovedì sera si è guadagnato un posticino nella storia della tv italiana.

Ospite a ‘Piazzapulita’, il talk show de La 7 condotto da Corrado Formigli, 53 anni, napoletano, Crosetto ha atteso per 58 minuti e 15 secondi che gli venisse data la parola. E quando è stato invitato a commentare l’ormai celebre inchiesta di Fanpage che ha fatto infuriare Giorgia Meloni, ha pronunciato queste parole: "Io ho ascoltato per un’ora la trasmissione. Man mano che la sentivo, mi chiedevo: ‘Cosa ci faccio qua?’ Io ho una grandissima stima nei confronti del giornalismo e una ancora più grande nei confronti della politica con la P maiuscola e della democrazia. E penso che la democrazia si fondi sul confronto e non sui plotoni di esecuzione. Quando li vedo, mi dico che sarebbe giusto che si difendessero le persone che poi vengono uccise. Il plotone di esecuzione è quello che si è visto finora nella trasmissione nei confronti di Giorgia Meloni e dell’intero centrodestra. Il mio è un commento umano, non politico".

E poi: "Ho lasciato la politica tre anni fa proprio perché non mi piaceva e mi sentivo al di sopra di questo modo becero di farla. Quindi, sono inadatto nel recitare il ruolo di foglia di fico. E faccio l’unica cosa che può fare una persona quando si sente inadatta: la saluto, mi scuso e me ne vado". E infine: "Siccome addormento i miei figli tutte le sere, avrei preferito essere con loro a casa. Ho sbagliato io a venire da libero cittadino e da libero pensatore, non certo di centrosinistra, ma staccato da ogni partito. Tutti hanno sparato su persone che non si potevano difendere. Questo non è né giornalismo, né democrazia".

Non è la prima volta che qualcuno si alza e se ne va in diretta TV. Ma un’uscita di scena così pacatamente argomentata non si era mai vista. E le parole di Crosetto evocano una celebre definizione che Giuliano Ferrara, 69 anni, politico (Pci, Forza Italia) e giornalista, diede il 29 settembre 2009 di Michele Santoro, 70 anni, giornalista e politico (Uniti nell’Ulivo): "La libertà di stampa e di espressione non coincide con l’arroganza maniacale di un Conduttore Unico delle Coscienze che si sente padrone del mezzo televisivo, brutalizza il proprio direttore di rete, si incorona star per ordine del magistrato e dell’audience, proclama un’intenzione politico-ideologica faziosa, stabilisce un’alleanza gossipara con un gruppo editoriale militante, manipola grossolanamente le opinioni avverse".

Conduttore Unico delle Coscienze? Santoro tirò diritto. E si tolse perfino la soddisfazione di stabilire un record tuttora imbattuto. Nonché, con ogni probabilità, impossibile da battere. Almeno su Raitre. Dove, la sera del 10 gennaio 2013, ospitò Silvio Berlusconi a ‘Servizio pubblico’ e totalizzò 8,7 milioni di telespettatori, con una share del 33,59%. Per dire come sono cambiati i tempi, bastano gli ascolti ottenuti ieri sera da ‘Piazzapulita’: poco più di un milione di telespettatori (1,099 a essere precisi) e 6,84% di share.

I dati Auditel parlano chiaro. Come una cartella clinica, registrano settimana dopo settimana lo stato comatoso dei talk show, format inaugurato in Italia da Maurizio Costanzo il 18 ottobre del 1976 con ‘Bontà loro’, cresciuto negli anni in seconda serata con il ‘Maurizio Costanzo Show’ (1982) e ‘Porta a Porta’ (1996), esploso in prima serata con ‘Samarcanda’ (1988).

Ma perché i talk show non tirano più? Sarà perché molti conduttori non fanno nulla per nascondere le loro passioni politiche verso il centrodestra o verso il centrosinistra. Sarà perché gli ospiti, gira e rigira, sono sempre gli stessi. Sarà perché di chiacchiere siamo tutti un po’ stufi. E sarà, infine, perché i social network sono un gigantesco talk show aperto 24 ore su 24. Fatto sta che quei bar sport televisivi della politica interessano sempre meno. E, dopo le parole pronunciate da Crosetto giovedì sera, il re, anzi i reucci, ovvero i conduttori Unici delle Coscienze, sono, ahiloro, nudi.