13 mag 2022

Natalità, allarme per crollo nascite in Italia. Istat: "Nel 2050 5 milioni in meno"

Le nascite passerebbero dalle attuali 399 mila annue a 298 mila. Gli appelli di Mattarella e del Papa. Letta: "Terzo figlio e integrazione obiettivi del Paese"

Culle vuote
Culle vuote

Roma, 13 maggio 2022 - La natalità (anzi la scarsa natalità) e il crollo delle nascite in Italia preoccupano il presidente della Repubblica Mattarella e papa Francesco, che lanciano un appello per garantire un futuro sostenibile e di sviluppo del Paese. Del resto le proiezioni dell'Istat sono chiare: se non si inverterà la rotta nel 2050 ci saranno 5 milioni di italiani in meno, tra i quali 2 milioni di giovani. È come se in meno di 30 anni scomparissero tutti gli abitanti del Veneto o della Sicilia. In più soltanto il 52% della popolazione sarebbe in età da lavoro visto che il 16% avrebbe sotto i 20 anni ed il 32% sarebbero pensionati. E le nascite passerebbero dalle attuali 399 mila annue a 298 mila ben lontano dall'obiettivo minimo delle 500 mila per un corretto equilibrio demografico.

Un quadro allarmante quello della natalità che fa dire al presidente Mattarella come questo sia "uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee", mentre Papa Francesco la definisce "una vera e propria emergenza sociale" che "impoverisce il futuro di tutti". Il presidente della Repubblica chiede di "tutelare la famiglia" e di conseguenza la maternità, l'infanzia e la gioventù. Non tralascia le donne che "devono affrontare ancora oggi troppi impedimenti e difficoltà per raggiungere una piena parità" e suggerisce che un "apporto essenziale" può venire dalla "conciliazione dei tempi di cura della famiglia e dei tempi di lavoro" perché "non può esservi opposizione tra impegno professionale, attività lavorativa e scelta di maternità".

Per papa Francesco "le famiglie senza figli" sono "la nuova povertà" che lo spaventa e non vedere il problema della denatalità è "un atteggiamento miope". Il promotore degli Stati Generali Gigi De Palo nonostante tutto esorta: 'Si può fare' (titolo dell'appuntamento) ad invertire la tendenza e a raggiungere i 500 mila nati a patto che "tutto il sistema Paese se ne farà carico". De Palo suggerisce di dedicare risorse del Pnrr al tema e dotare l'Italia di un commissario per la natalità, come già avviene in Europa, indicando la ministra alla Famiglia ma "con un portafoglio" e "poteri straordinari". L'obiettivo dei 500 mila nati, per il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo, stando alle tendenze si può raggiungere nell'arco di 40/50 anni, "ma il vero sforzo è arrivare a questo risultato in dieci anni" perché la politica, a suo parere, ora è più consapevole "anche nell'azione". 

Sul tema oggi è intervenuto anche il segretario del Pd, Enrico Letta. "Il terzo figlio è un obiettivo-Paese. La Francia ha deciso di fare una scelta, per noi che siamo sotto i due dovrebbe essere importante. Secondo obiettivo: se noi oggi facciamo delle scelte che avranno successo, avremo risultati positivi fra diversi anni. Ma accanto a tutto questo dobbiamo integrare nel nostro Paese dei bambini che magari non sono nati in Italia ma parlano la nostra lingua, che diventino italiani e facciano sì che la questione della natalità non sia più un problema ma la soluzione", ha detto letta. 

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