Un attimo prima i sorrisi, un bambino che saltella sul marciapiede, a lato i negozi della sua cittadina dove passeggia tutti i giorni insieme alla sua mamma per andare a fare la spesa al supermercato, il più grande che sfreccia in avanti in bicicletta senza sapere che quella pedalata gli salverà la vita, mentre la sorellina più piccola agita un sonaglio seduta nel passeggino. Scene di ordinaria quotidianità. Una manciata di secondi più tardi il boato, la polvere e il silenzio, prima dell’esplodere delle grida di dolore. Un cornicione ha strappato via la vita a una mamma e ai suoi due figli, un bambino di 5 anni e una bambina di 15 mesi, e ha ferito lievemente il terzo figlio della donna, 9 anni, e un’altra passante di 42 anni, che ha fratture multiple e una prognosi di...

Un attimo prima i sorrisi, un bambino che saltella sul marciapiede, a lato i negozi della sua cittadina dove passeggia tutti i giorni insieme alla sua mamma per andare a fare la spesa al supermercato, il più grande che sfreccia in avanti in bicicletta senza sapere che quella pedalata gli salverà la vita, mentre la sorellina più piccola agita un sonaglio seduta nel passeggino. Scene di ordinaria quotidianità. Una manciata di secondi più tardi il boato, la polvere e il silenzio, prima dell’esplodere delle grida di dolore.

Un cornicione ha strappato via la vita a una mamma e ai suoi due figli, un bambino di 5 anni e una bambina di 15 mesi, e ha ferito lievemente il terzo figlio della donna, 9 anni, e un’altra passante di 42 anni, che ha fratture multiple e una prognosi di 20 giorni. È accaduto ieri pomeriggio ad Albizzate, un comune di cinquemila anime in provincia di Varese.

Un giorno di sole come tanti nei quali Fouzia Taoufiq, 38enne di origini marocchine che da sei anni viveva in Italia, è uscita di casa insieme ai suoi tre figli e si è diretta nel centro della cittadina, la zona commerciale di via Marconi precisamente, dove all’interno di un vasto edificio che una volta era una delle tante aziende tessili della zona oggi si trovano negozi, bar e un supermercato. Un edificio antico, mattoni rossi e arcate in cemento bianco, come tanti che punteggiano l’area fra Milano e Varese. All’apparenza, però, restaurato di recente. Sopra le arcate, altri mattoni rossi e il pesante cornicione bianco, in cemento, che per la famigliola si è trasformato in un istante in una trappola mortale. Il maggiore dei figli di Fouzia, mentre la famiglia camminava, ha improvvisamente accelerato in sella alla sua biciclettina, seguito dal fratellino di 5 anni, Soulaymane Hannach, che a piedi camminava accanto alla madre che spingeva la carrozzina con dentro accoccolata la sorellina Yaocut, di appena 15 mesi.

Il tempo di voltarsi e osservare sorridendo i suoi cari un’ultima volta e poi 73 metri di facciata, laterizi e cemento armato, sono fragorosamente crollati, spazzando via la gioia dal suo volto e lasciandolo senza fiato. Fouzia e Soulaymane sono morti sul colpo, schiacciati dal peso delle macerie, mentre Yaocut all’arrivo dei soccorsi respirava ancora ma, a causa delle fratture riportate, si è arresa una volta arrivata nel vicino ospedale di Gallarate. Poco dopo l’accaduto, mentre numerosi passanti si fermavano per sostenere una 42enne rimasta lievemente ferita nel crollo e visibilmente scossa, una dipendente del supermercato ha preso in braccio l’unico sopravvissuto della famiglia, lo ha portato in negozio, in attesa che sul luogo della tragedia arrivasse il padre, che era al lavoro. Entrambi sotto choc sono poi stati accompagnati in ospedale, insieme alla donna rimasta lievemente ferita.

Un gruppo di mamme che conosceva bene Fouzia, è invece accorsa allo scattare della tragedia. Incredule, senza fiato, non hanno potuto fare nulla. I soccorsi sono stati immediati, quanto inutili.

Sul posto, oltre a numerose squadre dei vigili del fuoco, sono intervenuti i carabinieri del reparto operativo di Varese, i quali dovranno ora accertare le cause del crollo e risalire a eventuali responsabilità della tragedia. Al momento, secondo i primi accertamenti, quanto accaduto sarebbe stato causato da un cedimento strutturale subìto dall’edificio in quel punto. Si dovrà quindi con ogni probabilità scavare sul progetto di ristrutturazione che aveva portato, in un recente passato, a una nuova vita il vecchio edificio industriale. E si dovrà capire se tutte le regole siano state rispettate, se i lavori siano stati eseguiti ad arte, su cosa sia andato storto. Dopo i primi accertamenti sarà altrettanto necessario l’intervento di un perito, ma la scelta è ancora prematura, in attesa delle scelte della Procura che ha aperto un’inchiesta per omicidio e disastro colposo, al momento a carico di ignoti.