Massimo

Donelli

Tutto mi sarei aspettato nella vita meno che ritrovarmi qui a difendere la Juventus. Ma, a quanto pare, sono titolato (in tutti i sensi) a farlo. Da sempre, infatti, tifo Genoa CFC 1893, il club più antico d’Italia. E Dio solo sa quante tribolazioni ho sopportato, incluse un paio di retrocessioni in C più 12 anni di fila in B. Ma al cuor non si comanda. Il mio è rossoblù.

E tale resta, anche se per qualche riga sarò il Perry Mason dei bianconeri.

La Juve, dunque. Che, dopo aver vinto 9 scudetti di fila, dal 2011 al 2020, ora è sotto accusa. Tutti lì – ex e non, innamorati che si sentono traditi e odiatori che godono come pazzi – con il ditino alzato e il tono serioso, a dire che disastro, che vergogna, che schifezza. Ma come? Nessuno, tra i soloni dell’ultima ora (inclusi opinionisti TV fino a ieri ruffiani e, improvvisamente, divenuti hombres verticales), riflette sul fatto che non c’è team al mondo capace di vincere per 9 stagioni di seguito? Che non c’è azienda capace di fare 9 bilanci splendenti uno via l’altro? Che il successo non dura in eterno?

Sarà perché il Genoa 9 scudetti li ha vinti in 138 anni (e l’ultimo nel campionato 1923-1924!); sarà perché il buonsenso dice che i cicli si aprono e si chiudono; sarà perché la perfezione non è di questa Terra; beh, a me l’esercito dei cipigliosi detrattori della Juve appare miserando e lunare. Stop.

Ora, se permettete, mi concentro su Bologna-Genoa di domani (che paura!).