Il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci
Il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci
"Nessuno sconto a Matteo Renzi. Ma sia chiaro: dobbiamo fare l’interesse del Paese. Con la crisi non abbiamo dato un bello spettacolo, e uso un eufemismo, ai nostri cittadini. Quindi, fatte queste premesse, un dialogo con Italia Viva è essenziale. E Conte se ne faccia carico". Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, non la manda a dire. Presidente, grande è la confusione sotto il cielo... "...diceva Mao. Ma, al di là delle citazioni, il dato di fatto è che siamo in un momento molto difficile. La crisi politica si innesta in una situazione complessiva gravissima, che non ha precedenti. In una parola: unica". Il Pd difende il premier. Ma per...

"Nessuno sconto a Matteo Renzi. Ma sia chiaro: dobbiamo fare l’interesse del Paese. Con la crisi non abbiamo dato un bello spettacolo, e uso un eufemismo, ai nostri cittadini. Quindi, fatte queste premesse, un dialogo con Italia Viva è essenziale. E Conte se ne faccia carico".

Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, non la manda a dire.

Presidente, grande è la confusione sotto il cielo...

"...diceva Mao. Ma, al di là delle citazioni, il dato di fatto è che siamo in un momento molto difficile. La crisi politica si innesta in una situazione complessiva gravissima, che non ha precedenti. In una parola: unica".

Il Pd difende il premier. Ma per quanto tempo sarà possibile continuare a sostenere questa posizione?

"Il presidente Conte ha fatto molte cose buone e, come tutti gli esseri umani, ha sbagliato alcuni passaggi. Ciò detto, il quadro è chiaro: c’è una crisi difficile e assurda. Inutile girarci attorno. Bisogna evitare come la peste il ritorno alle urne. Ma non per meri calcoli elettorali, bensì per l’Italia. Quindi, noi democratici siamo con Conte. Ma lui riprenda il dialogo con Italia Viva. Sia dinamico".

Al Nazareno non è che siate così uniti su questo punto.

"Dice? A me non risulta. Abbiamo fatto molte riunioni. Abbiamo ragionato. Ci siamo confrontati. Per me questa maggioranza è l’unica possibile".

Però c’è chi tra i vostri attacca Renzi come colpevole di tutto e chi è più morbido.

"Troppo facile metterla così. I fatti sono che Matteo è in gran parte il responsabile della crisi. Non ha guardato con sufficiente attenzione al quadro complessivo. Però poi bisogna aggiungere che esiste un punto di equilibrio. Quindi Conte deve dare al Paese una maggioranza che governi e affronti le sfide che abbiamo davanti. Ci vuole una ricucitura con Italia Viva. E il premier agisca in tal senso".

Insistiamo: nel Pd non tutti la pensano così.

"Insisto: l’importante è dare una guida al paese. Poi, se mi chiedete se esiste un Pd partito monolitico io dico di no. Ci sono le famose ’sensibilità diverse’ che sono la nostra forza, non certo una debolezza".

Conte e Renzi si stanno antipatici.

"Mah... La storia dell’Italia repubblicana è piena di governi e maggioranze con gente che si detestava. Eppure i governi c’erano a prescindere. Non la butterei sul piano personale, su simpatie e antipatie".

Casini dà un "consiglio gratuito": Conte si dimetta e con un reincarico recuperi il dialogo con Renzi...

"Non do consigli. Dico solo che il premier si distingua per un’incisiva azione politica e di ricucitura".

Il ministro Bonafede mercoledì parla alla Camera.

"Saranno parole da ascoltare con attenzione. Però, a prescindere dal voto, e prima o dopo di esso, ci sia un’azione indipendente per rimettere in carreggiata la situazione. Le condizioni ci sono tutte. Gli italiani vanno rassicurati".

E i Cinquestelle come li convincerete a riprendere il dialogo con Italia Viva?

"Sin dall’inizio sapevamo quante differenze, anche qualitative, ci fossero col Movimento. Ma poi, piano piano, ha prevalso il confronto sereno e costruttivo. Avanti su quella strada, con gradualità riformista".

Però sulla giustizia...

"Vero, potevamo fare di più. E allora facciamolo. Ce lo chiede anche l’Europa, del resto...".

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