"Abbiamo avuto rassicurazioni sul mantenimento del reddito di cittadinanza". Vito Crimi (nella foto) ha voluto ribadire agli iscritti del Movimento che il provvedimento bandiera dei grillini non verrà smontato da Draghi. Anzi, a sentire il ‘reggente’ del Movimento, il reddito sarà il perno su cui...

"Abbiamo avuto rassicurazioni sul mantenimento del reddito di cittadinanza". Vito Crimi (nella foto) ha voluto ribadire agli iscritti del Movimento che il provvedimento bandiera dei grillini non verrà smontato da Draghi. Anzi, a sentire il ‘reggente’ del Movimento, il reddito sarà il perno su cui il prossimo presidente del Consiglio farà ruotare la riforma degli ammortizzatori sociali, così come l’aveva immaginata, almeno in bozza, l’ormai ex ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

"Abbiamo avuto la rassicurazione – ha proseguito Crimi – che oggi più che mai è necessario rafforzare le misure di sostegno e creare misure universali che abbiano al proprio interno ammortizzatori sociali e sussidi". Al tavolo con Draghi, i 5s hanno puntato sulla necessità di avere misure di sussidio "indirizzate a tutte le figure in difficoltà" che dovranno poi essere "reinserite nel mondo del lavoro". "Il lavoro è la principale sfida – ha concluso Crimi – e quando finirà il blocco dei licenziamenti che ci auguriamo di allungare il più possibile, si dovrà affrontare il rilancio del lavoro con grandi investimenti, a partire dal Pnnr".

Quello a cui puntano i 5s non riguarda solo un futuribile ‘sostegno universale’ al reddito, ma anche al proseguimento del blocco dei licenziamenti così come è stato declinato fino ad oggi e non in modo graduale come invece vorrebbe Draghi. Il tema del lavoro e del reddito di cittadinanza ‘allargato’ potrebbe quindi diventare il primo vero terreno di scontro con il nuovo premier.

E.G.P.