Schizza al 4% (dal 3,2%) il tasso di positività dei tamponi processati nelle 24 ore. Sei tra regioni e province autonome sono oltre la soglia d’allerta del 10% di occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva. "Diverse regioni cambieranno colore", prevede Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Prima di Natale "probabilmente...

Schizza al 4% (dal 3,2%) il tasso di positività dei tamponi processati nelle 24 ore. Sei tra regioni e province autonome sono oltre la soglia d’allerta del 10% di occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva. "Diverse regioni cambieranno colore", prevede Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Prima di Natale "probabilmente entreremo di nuovo in zona gialla", ammette il governatore veneto Luca Zaia. Per fortuna stanno per arrivare altri 2 milioni di dosi Pfizer garantendo così fino a 25 milioni di nuove inoculazioni agli italiani.

Alla drastica riduzione dei tamponi a cavallo dell’Immacolata (312.828 contro gli oltre 560mila precedenti) corrispondono infatti 12.527 nuovi casi Covid (da 17.059), con evidente impennata della percentuale dei contagi. I decessi sono 79 (da 86). Salgono i ricoveri: +20 il saldo terapie intensive (da +15) con 69 ingressi nelle 24 ore per un totale di 811 ricoverati, mentre il saldo nei reparti ordinari vola a +234 (da +21) per un totale di 6.333 pazienti Covid.

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe dall’1 al 7 dicembre fotografa 52 province con un’incidenza pari o superiore a 150 casi ogni 100mila abitanti e una crescente sofferenza sulle terapie intensive: Provincia di Bolzano (17% dei posti impegnati), Friuli Venezia Giulia (16%), Provincia di Trento (13%), Veneto, Marche e Liguria (12%) sono già oltre la soglia; Lazio e Calabria (11%) sono molto vicine. Le stesse aree del paese popolano la parte alta della classifica anche nei ricoveri Covid in area medica, con una percentuale d’occupazione variabile dal 24% del Friuli all’11% di Marche e Liguria. Lombardia (9% di occupazione in intensiva e 13% in area medica), Emilia Romagna (9%10%), Umbria (9%6%) e Toscana (8%5%) stanno un filo meglio. Ma lo scenario resta delicato.