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1 ott 2021

"Cresce la sfiducia nei magistrati" Letta rompe il tabù: verdetto terribile

Sulla sentenza di Locri la politica si spacca. Il centrosinistra si stringe all’ex sindaco di Riace. Salvini: "Il paladino dei radical chic guadagnava illecitamente sulla gestione degli immigrati"

1 ott 2021
ettore maria colombo
Cronaca
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966

di Ettore Maria Colombo L’imbarazzo, e anche una sorta di difesa modello Guerre stellari ("alziamo gli scudi"), scatta subito – a sinistra – sulla condanna a Mimmo Lucano. Il Pd, in particolare, con Letta, si riscopre iper-garantista e arriva ad attaccare la magistratura. Un attacco pesante ai giudici, che in qualche modo forza una sorta di totem della sinistra, che di norma tende le sentenza a rispettarle: "Credo sia incredibile quello che è successo, raddoppiare le pene richiesta dai pm. Sono esterrefatto per quel che è accaduto, esprimo solidarietà e vicinanza. Le sentenze si applicano e si rispettano, ma mi pare che si dia un messaggio terribile, pesantissimo, e farà crescere la sfiducia verso la magistratura" dice Letta a Porta a Porta. A destra, invece, ci inzuppano il pane: il modello Lucano è perfettamente antitetico a tutto quello che la destra dice e pensa, da anni, sull’accoglienza dei migranti. E così, a sinistra scatta il garantismo (vale per Lucano, e per altri, non vale, evidentemente, per Luca Morisi…), a destra – dove pure si professano iper-garantisti – scatta il giustizialismo e Lucano è già colpevole. Tanto per cambiare, a far parlare di sé è il leader della Lega, Salvini, le cui parole sono scudisciate: "Guadagnava illecitamente sulla gestione degli immigrati, 13 anni di condanna al sindaco di sinistra Mimmo Lucano, paladino dei radical chic", è il commento del Capitano. "Giornalisti e politici di sinistra indignati ne abbiamo? No, sono tutti impegnati a fare i guardoni in casa altrui...", dice il leader della Lega, ferito dal caso Morisi. Salvini e Lucano hanno giocato a lungo a braccio di ferro, quando il primo era ministro dell’Interno nel governo giallo-verde e Lucano era già finito agli arresti domiciliari. Allora, il leader della Lega aveva condotto lunghi attacchi a Lucano sulle sue pagine social, ...

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