Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
Il leader dem Enrico Letta, classe 1966
di Ettore Maria Colombo L’imbarazzo, e anche una sorta di difesa modello Guerre stellari ("alziamo gli scudi"), scatta subito – a sinistra – sulla condanna a Mimmo Lucano. Il Pd, in particolare, con Letta, si riscopre iper-garantista e arriva ad attaccare la magistratura. Un attacco pesante ai giudici, che in qualche modo forza una sorta di totem della sinistra, che di norma tende le sentenza a rispettarle: "Credo sia incredibile quello che è successo, raddoppiare le pene richiesta dai pm. Sono esterrefatto per quel che è accaduto, esprimo solidarietà e vicinanza. Le sentenze si applicano e si rispettano, ma mi pare che si dia...

di Ettore Maria Colombo

L’imbarazzo, e anche una sorta di difesa modello Guerre stellari ("alziamo gli scudi"), scatta subito – a sinistra – sulla condanna a Mimmo Lucano. Il Pd, in particolare, con Letta, si riscopre iper-garantista e arriva ad attaccare la magistratura. Un attacco pesante ai giudici, che in qualche modo forza una sorta di totem della sinistra, che di norma tende le sentenza a rispettarle: "Credo sia incredibile quello che è successo, raddoppiare le pene richiesta dai pm. Sono esterrefatto per quel che è accaduto, esprimo solidarietà e vicinanza. Le sentenze si applicano e si rispettano, ma mi pare che si dia un messaggio terribile, pesantissimo, e farà crescere la sfiducia verso la magistratura" dice Letta a Porta a Porta.

A destra, invece, ci inzuppano il pane: il modello Lucano è perfettamente antitetico a tutto quello che la destra dice e pensa, da anni, sull’accoglienza dei migranti. E così, a sinistra scatta il garantismo (vale per Lucano, e per altri, non vale, evidentemente, per Luca Morisi…), a destra – dove pure si professano iper-garantisti – scatta il giustizialismo e Lucano è già colpevole.

Tanto per cambiare, a far parlare di sé è il leader della Lega, Salvini, le cui parole sono scudisciate: "Guadagnava illecitamente sulla gestione degli immigrati, 13 anni di condanna al sindaco di sinistra Mimmo Lucano, paladino dei radical chic", è il commento del Capitano. "Giornalisti e politici di sinistra indignati ne abbiamo? No, sono tutti impegnati a fare i guardoni in casa altrui...", dice il leader della Lega, ferito dal caso Morisi.

Salvini e Lucano hanno giocato a lungo a braccio di ferro, quando il primo era ministro dell’Interno nel governo giallo-verde e Lucano era già finito agli arresti domiciliari. Allora, il leader della Lega aveva condotto lunghi attacchi a Lucano sulle sue pagine social, gestite proprio dal suo ex spin doctor, Luca Morisi, oggi indagato per cessione di stupefacenti dopo un festino a casa. E così ecco che, ora, il segretario leghista attacca ancora, mischiando i due temi e casi: "Altro che dare la caccia agli omosessuali nella Lega, la sinistra in Calabria candida condannati a 13 anni di carcere!".

Dal M5s, invece, manco una parola. Conte, ieri intervenuto al Festival delle Città, organizzato da Ali (Autonomie per l’Italia), presidente il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, tace imbarazzato come pure l’intero suo Movimento. Proprio il Pd di Ricci e di molti sindaci che – come hanno spiegato ieri al convegno – vogliono “salvare“ "il modello dell’accoglienza integrata" si schiera, invece, tutto dalla parte di Lucano. Malpezzi, Boldrini, Orfini e molti altri (anche Gennaro Migliore di Iv), attaccano Salvini, ma sono le parole del segretario Letta quelle a fare più impressione. Ma dato che l’ex sindaco di Riace è candidato anche alle Regionali in Calabria, a sostegno di Luigi De Magistris, non mancano neppure le reazioni dei vari candidati a governatore. Il centrodestra chiede che si ritiri, Oliverio, ex governatore, si dice "attonito e incredulo", la candidata del centrosinistra, Amalia Bruni, si limita a un "le sentenze non si commentano, si rispettano". Letta avrebbe fatto meglio a dir così.