Luca Zaia
Luca Zaia

Venezia, 4 gennaio 2022 - Sono 16.602, nuovo record della regione, i nuovi contagi Covid registrati nelle ultime 24 ore in Veneto e 28 i decessi. Lo riferisce il bollettino della Regione. Il rialzo dei casi si deve anche all'aumento dell'attività di tracciamento, con oltre 153.227 tamponi fatti ieri. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia sale a 686.879, quello delle vittime a 12.445. Le persone attualmente positive sono 124.359. Pesante ormai la situazione ospedaliera: i malati Covid ricoverati in area medica salgono a 1.366 (+50), e 209 (+9) quelli in terapia intensiva, per un totale di aumento giornaliero di 59.

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"Omicron è molto contagiosa, ma ospedalizza di meno - ha dichiarato stamani il presidente della Regione, Luca Zaia, intervenendo a Radio Cortina -: ogni giornata ne vale come tre di un anno fa. Però dai 30 ai 50 ingressi in ospedale comunque li abbiamo, quotidianamente. Questa botta di infezioni è la dimostrazione che il virus sta diventando endemico". Zaia ricorda, comunque, che "le vaccinazioni ci hanno salvato la vita; c'è uno studio che dice che senza vaccino avremo avuto 11 mila morti". "Se non ci mettiamo d'impegno ad evitare i contagi è inevitabile che si avvicini l'arancione - aggiunge il presidente -; l'occupazione in area medica è oggi al 19%, bisogna che arrivi al 30% per far scattare il nuovo livello".

Il governatore lancia anche una proposta sulla scuola, chiedendo al governo di valutare l'introduzione dell'automonitoraggio, a partire dal primo giorno di ritorno sui banchi e fino alla fine dell'emergenza, come già fanno Israele e Gran Bretagna". Si realizzerebbe "consegnando a tutti gli studenti, una o due volte alla settimana, un kit per il test fai da te, da eseguire in classe con compagni e insegnanti, sempre su base volontaria. Sappiamo che i sintomi di Omicron compaiono nell'arco di 5 giorni: in questo modo riusciremmo ad intercettare i positivi prima che il contagio dilaghi", ha detto Zaia in un'intervista al Corriere della Sera. 

"Nessuno aspira a tenere chiuse le scuole - ha aggiunto -. Sarebbe una sconfitta per tutti, per ragioni ideali e pratiche, perché conosciamo bene le difficoltà che vivono le famiglie con ragazzi e bambini a casa. Ma ci vuole l'onestà intellettuale di avvisare i cittadini: se i dati epidemiologici dovessero peggiorare, l'ipotesi dello slittamento della data del ritorno in classe è sul tavolo e andrà valutata con attenzione dalle autorità scientifiche".