FRUZSINA SZIKSZAI
Cronaca

Covid, le nuove varianti fanno aumentare i casi in Europa. Quali sono e perché sono tenute d'occhio

Eris, attualmente in circolazione in Gran Bretagna: secondo alcuni esperti potrebbe portare a un’ennesima ondata nel Regno Unito. Poi c’è Kraken: la modifica nell’amminoacido F456L ne rende la trasmissione più facile, al punto che l’Ecdc l’ha classificata come variante di interesse. In arrivo i nuovi vaccini

Roma, 18 aprile 2023 –  Dopo diversi mesi di tassi di infezione bassissimi, tornano a salire i casi di Covid-19 in molti Paesi europei. Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) avverte che l’aumento non è dovuto solo all’emergere di nuove varianti, ma anche ai grandi assembramenti alle festività stagionali e alla riduzione della copertura vaccinale. L’istituto sottolinea che è “improbabile” che si possano raggiungere livelli simili ai picchi osservati in passato, ma di sicuro è opportuno vaccinarsi. Infatti, la nuova campagna di vaccinazione è appena stata annunciata anche in Italia, ma si attende ancora l’autorizzazione dei vaccini aggiornati, mirati alle varianti in circolazione.

Le varianti da tenere d’occhio

Sono soprattutto due le varianti considerate le principali responsabili dell’aumento delle infezioni, entrambe della grande famiglia Omicron. La prima è EG.5, detta Eris, attualmente in circolazione soprattutto in Gran Bretagna e che secondo alcuni esperti, come Christina Pagel dell'University College London, potrebbe portare a un’ennesima ondata nel Regno Unito. La seconda è una mutazione del lignaggio Xbb.1.5, conosciuto anche come Kraken: la modifica nell’amminoacido F456L ne rende la trasmissione più facile, al punto che l’Ecdc ha recentemente classificato questa versione del virus come variante di interesse. Ma anche se si osserva un rapido aumento della quota di queste varianti, per ora non corrisponde a un incremento dei ricoveri o di pressioni sui sistemi sanitari.

Nuova campagna di vaccinazione in autunno

In ogni caso, ci troviamo ancora "in una situazione di assoluta tranquillità”, senza “nessun allarmismo ma anche nessuna sottovalutazione”, nelle parole del direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero, Francesco Vaia. In Italia nell’ultima settimana si è registrata una riduzione del 4,4% dei casi positivi e del 16,4% dei decessi, mentre il tasso di positività segna un aumento dell’1,3%. In base a questi dati si lavora già sul piano vaccinale in autunno, che “sarà concomitante con quella contro l’influenza stagionale e basata su vaccini a Rna messaggero e proteici, aggiornati contro la variante Xbb.1.5”, si legge nell’ultima circolare del ministero. Ma prima si deve attendere l’autorizzazione di questi nuovi vaccini da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e poi dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), prevista tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Se tutto va secondo i piani, quindi, i nuovi vaccini potrebbero essere pronti e disponibili ad ottobre. L’obiettivo della campagna, si legge nella circolare, è quello di “prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di Covid-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari”. A questi gruppi target, nonché ai loro familiari e conviventi, è raccomandata una dose di richiamo a valenza 12 mesi con la nuova formulazione di vaccino aggiornato.