Roma, 3 giugno 2021 - Prima 4, poi 8, infine 6. Si parla del numero massimo di persone che può andare al ristorante  in zona bianca e sedere al tavolo al chiuso. Per le tavolate all'aperto, invece, non ci sono limiti. Sul caso dei commensali ai tavoli nei locali, quindi, il Governo e le Regioni hanno trovato alla fine la quadra con un compromesso: nessun limite all'aperto e un massimo di sei al chiuso o comunque di due nuclei familiari.  Il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe emanare domani un'ordinanza per definire le regole per la ristorazione e l'intesa dovrebbe portare a fissare il limite di sei persone per ciascun tavolo al chiuso.

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Si risolve così la calda questione, in discussione nei giorni scorsi, sul limite delle quattro persone a tavola nei bar e ristoranti. La nuova disciplina per la ristorazione sarà una sperimentazione che, per adesso, durerà due settimane

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Intanto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga avrebbe rilanciato chiedendo di abolire il limite di quattro all'esterno anche nelle regioni gialle.

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Ricapitolando quanto successo nei giorni scorsi, le Regioni, nelle linee guida, avevano rilanciato le tavolate e il silenzio del Cts sembrava essere una concessione, ma in seguito era intervenuto il ministro della Salute Roberto Speranza con una precisazione che aveva frenato gli entusiasmi: "Nelle attività dei servizi di ristorazione, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di 4 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi". Stamattina, invece, si era espresso a favore di un ampliamento del numero dei commensali a tavola il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che aveva sperato venisse rivisto il limite di posti "perchè è chiaramente molto restrittivo - aveva dichiarato -. Io sono tra quelli che era per l'aumento dei posti a tavola, francamente li aumenterei a 8-10, e poi liberalizzerei dai primi di luglio, quando dovremmo avere oltre 30 milioni di persone con la prima dose del vaccino fatta".

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La discussione nella giornata

Le forze politiche

Nella giornata si era espressa la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, secondo cui era "doveroso porre fine al caos interpretativo di queste ore, che ha generato ulteriore confusione. Si tratta in effetti di una misura francamente eccessiva e illogica, per cui auspico che venga cancellata immediatamente per non creare ulteriori difficoltà ai ristoratori già pesantemente penalizzati". E le aveva fatto eco Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Gli italiani, nonostante il venir meno di tante limitazioni, stanno continuando ad adottare un comportamento ineccepibile. Usare la mascherina, disinfettarsi le mani, rispettare il distanziamento sociale, sono ormai buone abitudini che tutti utilizzeremo fino a quando il Covid non sarà sconfitto. Nel frattempo calano costantemente i contagi, i decessi, i ricoveri, i numeri delle terapie intensive occupate, e parallelamente aumentano coloro che hanno ricevuto il vaccino. In questo scenario appare davvero lunare voler limitare in zona bianca la libertà dei ristoratori, imponendo - come vorrebbe il ministero della Salute - il limite massimo di 4 persone per tavola".

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Della stessa opinione Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che sui social aveva sottolineato che "le aziende e le attività italiane devono essere messe al centro di ogni azione di governo, vanno sostenute e lasciate libere di produrre ricchezza: solo così sarà possibile tornare alla normalita' e far ripartire la nazione". 

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I virologi

"Assolutamente ridicolo". La microbiologa Maria Rita Gismondo aveva liquidato così il dibattito sul limite di 4 persone allo stesso tavolo nei ristoranti. "Mi sembra più un ridicolo dibattito politico che un tema fondato su una realtà scientifica. E trovo altrettanto ridicolo che ci debba essere una riunione con i tecnici" sull'argomento, aveva sottolineato la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano. "E' da tempo che sappiamo e che diciamo quali sono i termini di distanza necessari per prevenire l'infezione", aveva ricordato l'esperta. "Oggi, che più di 4 persone non possano sedersi a tavola in un locale pubblico quando possono farlo tranquillamente nelle case private penso che sia assolutamente ridicolo. Piuttosto" Gismondo aveva invitato a "responsabilizzare la gente per evitare di assistere a un 'liberi tutti'" in questa nuova fase della lotta al Coronavirus pandemico.

E aveva cercato invece di trovare una mediazione Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano: "In 4 solo al chiuso - era la proposta -. Come step da modificare via via, come in una strategia di guerra". "E' chiaro che non c'è un manuale di gestione - aveva aggiunto - ma il principio generale è ridurre la frequenza dei contatti e in questa fase" dell'epidemia di Covid "dobbiamo essere prudenti".

Per Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive del Sacco di Milano, la questione è un'altra: "E' diverso avere una tavolata di 10 vaccinati rispetto a una tavolata di persone non vaccinate. Quattro a tavola o di più? Dipende da quanti sono immunizzati. A oggi non sarebbe stato più il caso di parlare del numero delle persone che possono sedere insieme in un ristorante al chiuso, se avessimo avuto più gente vaccinata. E' una questione destinata ad essere, spero, superata molto alla svelta. Ora decidano coloro i quali hanno la responsabilità di decidere". 

Secco e critico il commento di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova, riguardo alla prima ipotesi che fissava i 4 commensali al massimo: "Mi sembra l'ennesima panzana, l'ennesima sciocchezza, di cui stiamo discutendo fino a oggi perché devono dirmi qual è il dato scientifico secondo cui se si sta a tavola in 6 o 8, ci si infetta di più che se si sta in 4. Dove è scritto questo? Vorrei vedere un lavoro scientifico che dice che al tavolo da 4 non si infettano mentre a quello da 6 ci si contagia".

I governatori

"Oggi con i colleghi governatori parleremo dei quattro posti a tavola, che mi pare un'assurdità". Lo aveva sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia. "Dire che al ristorante debbano esserci al massimo quattro persone al tavolo, mi sembra quantomeno esagerato, soprattutto in zona bianca". Era dello stesso parere il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: "Abbiamo quasi il 40% della popolazione italiana vaccinata, il vaccino funziona e i numeri del covid calano costantemente da settimane. Ogni limitazione delle libertà è fuori luogo". "A qualcuno - aveva aggiunto - piace l'etica e l'estetica dell'emergenza, ci ha guadagnato spazi in televisione o centralità politica. È normale, ma ora il tema è come far ripartire il Paese, che facciamo di Ilva, Alitalia e tantissime altre aziende?". 

Il nodo discoteche

Resta da affrontare il tema delle discoteche. A breve il Cts potrebbe valutare la proposta lanciata dai gestori per fornire osservazioni su due sperimentazioni a Milano e Gallipoli, dove l'accesso di duemila persone in ogni locale potrebbe restituire un test significativo: ma in un verbale di aprile lo stesso Cts si era già pronunciato "in merito alla possibilità di prevedere che le regioni possano intraprendere sperimentazioni per spettacoli dal vivo" con una deroga al numero massimo di mille persone, purché in "presenza di misure di sicurezza aggiuntive". 
Tuttavia il sindacato italiano delle sale da ballo annuncia "disobbedienza civile" se non arriverà alcuna risposta: "Apriremo comunque tutte le attività", dicono i gestori. La loro idea per ripartire ovunque è quella di proporre un accesso con green pass, dunque se si è guariti, se si è fatto il tampone oppure effettuato il vaccino. 

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