Marcello Tavio, 62 anni, presidente della Simit, la società italiana malattie infettive e tropicali. Sono tornati i focolai di Coronavirus, dal Veneto all’Emilia Romagna alla Toscana. Dobbiamo aver paura? "La cosa essenziale è che non si saldino tra loro per formare una seconda ondata. Certo non sarebbe come la prima, perché oggi siamo pronti". Cosa possiamo fare per evitarlo? "Proseguire con le misure di protezione: igiene delle mani, comportamenti appropriati, distanziamento di...

Marcello Tavio, 62 anni, presidente della Simit, la società italiana malattie infettive e tropicali. Sono tornati i focolai di Coronavirus, dal Veneto all’Emilia Romagna alla Toscana. Dobbiamo aver paura?

"La cosa essenziale è che non si saldino tra loro per formare una seconda ondata. Certo non sarebbe come la prima, perché oggi siamo pronti".

Cosa possiamo fare per evitarlo?

"Proseguire con le misure di protezione: igiene delle mani, comportamenti appropriati, distanziamento di sicurezza, non sociale. Non bisogna pensare che torniamo nel lockdown".

Abbiamo sentito dire: butteremo via le mascherine. Le persone sono disorientate.

"Questo è un problema, bisognerebbe chiederlo a chi ha firmato un documento da ’liberi tutti’".

Il manifesto dei 10 virologi.

"Noi come Simit, con altre società mediche, abbiamo risposto con una lettera aperta. Diciamo che non è finita. Continuiamo ad applicare i mezzi usati per contrastare la diffusione dell’epidemia, funzionano".

Siamo a luglio, tempo di vacanze per chi se le può permettere. Gli italiani dovranno mettersi in viaggio con la mascherina?

"È molto semplice: la protezione è fondamentale quando si entra in contatto con persone di cui non conosciamo lo stato di salute. Dev’essere tenuta in tasca. Quando siamo a meno di un metro, la dobbiamo indossare".

Nella vostra lettera aperta mettete un paletto: oggi il virus non è meno aggressivo.

"È assolutamente così. Noi non sappiamo perché qualcuno si è messo a parlare di un virus più debole. Non c’erano gli elementi per sostenerlo".

La scienza dovrebbe darci messaggi chiari, ma si può dire banalmente che alla fine non si capisce più niente?

"Comprendo bene il disorientamento delle persone. Ma quel che manda avanti la scienza è anche la ricchezza della discussione e delle diversità di opinione. L’importante è che quando si aprono le porte e si parla alla gente, il messaggio sia coerente e basato su dati di assoluta certezza".

Rimettendoli in fila.

"Punto uno: l’epidemia è sostenuta da un virus che non è cambiato. Punto due: l’epidemia in Italia è stata controllata dai sacrifici dei cittadini. Infine: proseguendo con questi sacrifici, oggi moderati, usciremo dall’emergenza".

Dovremo convivere con il Covid?

"In natura non esistono virus capaci di condizionare in eterno gli esseri umani. Noi vogliamo uscirne il più rapidamente possibile. Ci sono due strade: il vaccino o che tutti prendano la malattia. Preferiamo la prima".