Roma, 12 novembre 2021 - Ma quest'anno si potrà sciare? "Per ora non vedo segnali tali da rendere impraticabile la stagione sciistica come è avvenuto negli anni passati", è la risposta del direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, data nel punto stampa settimanale sull'andamento dell'epidemia. 

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Per Rezza si potrà sciare, ma con il certificato sanitario a portata di.. guanto: "Il Green pass è uno strumento importante di prevenzione. Naturalmente ci vuole buon senso. Se la situazione dovesse peggiorare al punto da valutare la necessità di ulteriori misure restrittive, ora non lo posso escludere, ma mi auguro di no". 

Green pass, verso la stretta. L’ipotesi: darlo solo ai vaccinati

Favorevole alla stagione sciistica, ma sarebbe strano il contrario, Valeria Ghezzi, presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef). Intervistata dall'agenzia Agi spiega: "Bisogna aprire gli impianti sciistici solo ai vaccinati seguendo il modello dell'Austria. Si al green pass ma non con il tampone e vaccino anche per i bambini. Difendo la stagione invernale: lo scorso anno in Svizzera gli impianti aperti non hanno alleggerito ma nemmeno aggravato la situazione". 

La stagione invernale in Italia in gran parte dei comprensori dovrebbe iniziare tra il fine settimana del 26-27 novembre, e il week end del 4-5 dicembre, con la piena operatività verso il Ponte dell'Immacolata.

"In questo periodo in Italia ci sono impianti aperti a differenza dello scorso anno che erano tutti chiusi. Adesso si scia a Cervinia, in Val Senales e sul Col Gallina sopra Cortina d'Ampezzo", ricorda Ghezzi: "Secondo me il green pass dovrebbe inserire l'informazione se una persona è vaccinata e la relativa data di scadenza ma oggi questi dati non compaiono sulla prima schermata dell'applicazione". 

Ma resta il problema di come controllare il green pass. "La norma attuale è impossibile da mettere in pratica nel settore degli impianti di risalita", avverte la presidente dell'Anef, infatti "le piste da sci non sono come andare al cinema o in uno stadio dove c'è un varco di controllo ma sono libere e chi e come controllerà i pass?". 

Quindi la stessa Ghezzi pone delle domande: "Con il freddo i cellulari di scaricano, il pezzo di carta con la neve si sgualcisce e poi, in quale luogo vengono controllati i pass? Ai parcheggi? Alle casse? Alla partenza dell'impianto? Il rischio di lunghe code e di assembramenti sarebbe molto alto". 

Per questo la Ghezzi è fiduciosa, ma resta cauta sulla possibile apertura della stagione sciistica. "Ora i contagi stanno risalendo e questo non è un bel segnale. Il governo deve dirci come bisognerà procedere con i controlli: posso solo dire che un'altra stagione cancellata ammazzerebbe definitivamente l'economia della montagna che, invece, deve essere salvaguardata per tutto ciò che ruota attorno". 

"I vaccinati non possono pagare per la minoranza non vaccinata perchè, se così fosse, passerebbe il messaggio che il non vaccinato ha ragione e non sarebbe giusto bastonare le persone che cercano di lavorare", contesta la Ghezzi: "Non mi risultano ancora chiusure di impianti di risalita ma il rischio c'è. Prima di chiudere un impianto o un comprensorio interverrebbe l'amministrazione pubblica". Poi ricorda al governo i ristori promessi: "non ci sono ancora, c'è una promessa, speriamo venga mantenuta".

Fiduciosi nella stagione sulla neve anche gli operatori svizzeri, sia per la domanda degli elvetici che per il ritorno dei turisti stranieri. Molte le prenotazioni giunte da Germania, Belgio e Olanda per Crans-Montana, Verbier e Zermatt.

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