il ministro Roberto Speranza da Fazio (Ansa)
il ministro Roberto Speranza da Fazio (Ansa)

Roma, 11 aprile 2021 - Il ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso la riapertura delle scuole, con la consapevolezza che "c'è un elemento di rischio con l'aumento dei movimenti". Il ministro questa sera era ospite a 'Che tempo che fa' su Rai3, dove ha spiegato le scelte del governo, e ha sottolineato però che serve ancora prudenza: bruciare le tappe "potrebbe significare vanificare il buon lavoro che abbiamo fatto e anche i sacrifici delle persone".

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Tra i temi affrontati da Speranza, oltre ai rientri a scuola, anche le vaccinazioni, "ci sono 13 mln di somministrazioni di vaccino fatte e da 3 settimane la curva vede un primo segno di piegatura". AstraZeneca: "Io lo farei, è sicuro. C'è stato un problema di comunicazione e di cambio di linea però è un'arma importante di cui disponiamo". E riguardo agli spostamenti all'estero, "stiamo lavorando al 'green pass', una specie di certificato verde che consentirà ai paesi europei una più facile mobilità".

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Speranza: difendo la riapertura delle scuole  

"Oggi ci sono 13 mln di somministrazioni di vaccino fatte e da 3 settimane la curva vede un primo segno di piegatura. Con grande franchezza dico che siamo consapevoli che c'è un elemento di rischio, con l'aumento movimenti ma il governo ha fatto una scelta che difendo con forza. Grazie alle misure adotatte nel mese di marzo e in sueste 2 settimane abbiamo accumulato un piccolo tesoretto e abbiamo deciso, a due mesi dalla fine dell'anno scolastico, di investirlo sulla scuola come architrave della società italiana che ha pagato un prezzo altissimo".

Riaprire per gradi, non bruciare le tappe

"Possiamo provare ora con molta accortezza e con molta cautela a capire come gestiamo una fase in cui le misure producono gli effetti e la vaccinazione sale. All'incrocio fra questi due elementi con grande attenzione e grande accortezza possiamo programmare settimane in cui mi auguro ci possano essere meno limitazioni ma dobbiamo farlo con grande cautela perchè bruciare le tappe può produrre degli effetti. E la vicenda della Sardegna dimostra esattamente questo. La variante inglese è molto veloce".

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Carenza vaccini e contratti

"Si è deciso di acquistare i vaccini insieme in Europa e comprarli insieme è un'idea giusta. Non possiamo fare il tutti contro tutti in Europa. Ovvio che stiamo pagando un prezzo, è una verità con cui dobbiamo fare i conti ma non possiamo fare il tutti contro tutti. Nelle prossime settimane ci saranno altre gare e occorrerà correggere con piglio questo errori".

AstraZeneca funziona, problema di comunicazione

"Io lo farei, è un vaccino sicuro", Speranza ha citato il premier Draghi, il capo della protezione civile Curcio e il generale Commissario per l'emergenza Covid, Figliuolo, tutti vaccinati con il siero anglo-svedese. "Su AstraZeneca c'è stato un problema di comunicazione e di cambio di linea però è un'arma importante di cui disponiamo. Ora i paesi europei hanno deciso di utilizzarlo con raccomandazione per le persone che hanno più di 60 anni a seguito di alcuni rarissimi eventi, specie sulle donne. Ma AstraZeneca è un vaccino che funziona, che salva la vita e lo dimostra la Gran Bretagna dove si è usato in larghissima parte. Il vaccino è l'arma per uscire dalla pandemia. Chi si vaccina fa bene a sé stesso e alla comunità". E Speranza ha aggiunto: "Sì. La seconda dose con AstraZeneca", per chi ha fatto la prima con questo vaccino, e se non c'è stata una reazione avversa". 

Viaggi in Europa, lavoriamo a green pass

"Stiamo lavorando al 'green pass', una specie di certificato verde che consentirà ai paesi europei una più facile mobilità. Io sto lavorando anche in sede di G7 con gli altri ministri della Salute per provare a estendere questa iniziativa". Ma per il momento è meglio non viaggiare: "Purtroppo in questa fase il nostro messaggio ai cittadini è di evitare i viaggi all'estero e di evitare il più possibile agli spostamenti. Ma non abbiamo mai voluto interrompere totalmente rapporti di reciprocità internazionali che continuiamo a considerare fondamentali".