Il controllo del Green Pass in un liceo romano
Il controllo del Green Pass in un liceo romano
di Giulia Prosperetti C’è già chi l’ha soprannominato ‘Green Caos’. Attese lunghe per i controlli, Qr code non leggibili, e, in alcuni casi, poca dimestichezza con le nuove regole da parte di docenti e dirigenti scolastici, ieri hanno reso ostico il rientro in diversi istituti con tanto di prof rimandati a casa e un preside denunciato per abuso d’ufficio. Al suo primo giorno di scuola la certificazione verde non ha superato il test con la piena sufficienza ma, se è vero che il sistema va ancora rodato e soprattutto perfezionato per rendere più agili gli accessi, bisogna anche riconoscere che in gran parte delle scuole – complice probabilmente...

di Giulia Prosperetti

C’è già chi l’ha soprannominato ‘Green Caos’. Attese lunghe per i controlli, Qr code non leggibili, e, in alcuni casi, poca dimestichezza con le nuove regole da parte di docenti e dirigenti scolastici, ieri hanno reso ostico il rientro in diversi istituti con tanto di prof rimandati a casa e un preside denunciato per abuso d’ufficio. Al suo primo giorno di scuola la certificazione verde non ha superato il test con la piena sufficienza ma, se è vero che il sistema va ancora rodato e soprattutto perfezionato per rendere più agili gli accessi, bisogna anche riconoscere che in gran parte delle scuole – complice probabilmente un’organizzazione efficace e un po’ di buon senso – è filato tutto liscio.

Cellulare o certificato stampato in mano, docenti e personale ata hanno fatto la fila all’ingresso o nei locali interni adibiti ai controlli. Via libera in caso di schermata verde o azzurra, divieto di ingresso per la rossa. È andata meglio nelle scuole dove i presidi hanno messo a disposizione più dispositivi, tablet o smartphone, mentre dove i ‘verificatori’ erano solo uno o due i tempi di ingresso si sono, come è ovvio, dilatati. Fino al 13 settembre i controlli dovranno, infatti, essere eseguiti manualmente mediante l’utilizzo di un dispositivo mobile dotato dell’app ‘VerificaC19’. Alla procedura ordinaria – se tutto procede secondo le tempistiche – si sostituirà a metà settembre quella automatizzata che consentirà al verificatore di interrogare il SIDI senza necessità di scansione di ogni singolo QRcode e limitando la verifica individuale ai soli Green pass che presentano schermata rossa.

Se il funzionamento dell’app, nonostante qualche intoppo nella scansione dei certificati cartacei, si è dimostrato piuttosto semplice, i problemi principali si sono presentati per chi il green pass non l’ha proprio presentato. In Toscana ai 9 docenti privi della certificazione verde (gli unici, secondo quanto fa sapere l’Ufficio Scolastico, in tutta la Regione) è stato vietato l’ingresso negli istituti. Ma ad accendere le polemiche è stato, nella giornata di ieri, il caso dei due docenti di Torino rimandati a casa dal preside del liceo Curie-Levi, Andrea Giuseppe Piazza. Giuseppe Pantaleo, professore di lingua francese e la collega Alisa Matizen, docente di spagnolo, non sono stati ammessi al collegio docenti perché al posto del green pass hanno presentato un certificato medico in cui si attestava che erano esenti dalla vaccinazione. Un documento che il preside non ha ritenuto idoneo in quanto non firmato dal medico di base dei due docenti. Il divieto è costato al dirigente scolastico una denuncia per abuso di ufficio.

A oggi è ancora senza vaccino solo il 9,5% del personale scolastico pari a 138.435 docenti e ata anche se permangono molte differenze a livello regionale: in testa Lazio e Abruzzo con oltre il 97% di personale con almeno una dose fatta, in coda Bolzano con il 36,09% che non ha fatto neanche la prima dose, Sardegna (32,68%) e Calabria (29,80%). Tra i nodi ancora da sciogliere rimane quello delle sostituzioni in caso di sospensione dei docenti sprovvisti di green pass. Per tale ragione i presidi chiedono che la sospensione duri due settimane poiché – spiega il presidente dell’Anp Antonello Giannelli – "supplenze senza la certezza delle durata non le accetterà nessuno".