Roma, 9 marzo 2021 - Quando torneremo alla normalità senza l'incubo Covid? La domanda che tutti si pongono è quella a cui molti scienziati anche in Italia cercano di dare una risposta. Secondo Giovanni Rezza "vaccinando 240.000 persone al giorno riusciremo in 7-15 mesi a tornare alla normalità". Il direttore della prevenzione del Ministero della Salute lo ha affermato all'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato sui vaccini anti Covid-19. Invece per Giorgio Parisi, presidente dell'Accademia dei Lincei, riferendo alla stessa commissione del Senato, ha sostenuto che per raggiungere la tanto agognata immunità di gregge servirà vaccinare almeno l'80% della popolazione italiana.

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Un modello matematico 

Rezza in Commissione ha spiegato: "Abbiamo di recente messo a punto con l'Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Bruno Kessler un modello matematico per capire quando potremo tornare a una pseudo-normalità. Se assumiamo che il vaccino protegga dall'infezione e che la fondazione protegga almeno per 2 anni, vaccinando 240.000 persone al giorno riusciremo in 7-15 mesi a tornare a uno stiile di vita che ci permetta di riaprire buona parte delle attività". Ma ha aggiunto: "Questo si può ottenere con un numero di vaccinazioni elevato e mantenendo il contenimento". Rezza ha auspicato anche "un'accelerazione fortissima della campagna vaccinale. Se riuscissimo a fare 300-350mila vaccinazioni al giorno potremmo vaccinare tante persone entro breve tempo. Il che sarebbe davvero una cosa importante, anche perché nel momento in cui chiediamo sacrifici alle persone dobbiamo dare anche delle speranze". 

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Immunità di gregge con l'80% vaccinati

Smentendo quanto si pensava, cioè che bastasse rendere immune il 60% della popolazione per raggiungere l'immunità di gregge, il presidente dell'Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, ha affermato che sarà necessario vaccinare l'80% della popolazione italiana nell'audizione davanti alla Commissione Igiene e Sanità del Senato. "Le nuove varianti del virus SarsCoV2 sono più contagiose e di conseguenza si può stimare che per raggiungere l'immunità di gregge non basta rendere immune il 60% della popolazione, come si stimava all'inizio dell'epidemia", ma "bisogna arrivare a rendere incapaci di trasmettere il contagio l'80% della popolazione".

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