Ricercatori al lavoro nel laboratorio di Wuhan (Ansa)
Ricercatori al lavoro nel laboratorio di Wuhan (Ansa)

Milano, 30 maggio 2021 - Alle origini del Covid, con il virus 'fuggito' da un laboratorio di Wuhan, in Cina. Un'ipotesi balenata nella prima ondata, sostenuta a più riprese da Donald Trump e accolta con scetticismo dalla comunità scientifica. Almeno fino a pochi mesi fa, da quando cioè - gradualmente - la teoria è tornata in auge, con autorevoli voci che da più parti si levano per invocano nuove verifiche. Nei giorni scorsi il presidente americano Joe Biden ha chiesto ai suoi 007 di "raddoppiare gli sforzi" per fare chiarezza sulla questione. Venerdì Facebook ha fatto sapere che non rimuoverà più i post che affermano come possa essere stato l'uomo a dare il via al Coronavirus.  Lo stesso sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, a Domenica In dice: ''Io spero e credo in un'origine naturale ma è chiaro che se ci sono dei dubbi bisogna fare luce''.  E oggi è anche Guido Silvestri, immunologo e virologo, a definire "assolutamente credibile" lo scenario in cui il Coronavirus sarebbe fuoriuscito dal laboratorio. "È importante cercare di acquisire quanti più dati possibili e capire cosa è successo", afferma il docente alla Emory University di Atlanta nel corso della  trasmissione 'Mezz'ora in più'.

Covid, il laboratorio di Wuhan e la base militare Usa: le ipotesi sulla "fuga" del virus

Covid Italia: il bollettino Coronavirus del 31 maggio con i contagi dalle regioni

Silvestri

Il virologo argomenta così la sua tesi: "Non ci sono evidenze oggettive né che il virus sia arrivato naturalmente, né abbiamo evidenze che sia stata una 'perdita' dal laboratorio di Wuhan". Tuttavia, "se si fa un'analisi serrata della sequenza del virus, c'è una zona di dodici nucleotidi della proteina spike che è particolarmente strana da spiegare con un semplice passaggio da un virus all'altro".  

Insomma, spiega, "tutti hanno trovato questa sequenza di proteine che è strana da considerare attraverso una ricombinazione naturale e noi sappiamo che a Wuhan si stavano elaborando da anni varianti virali artificiali che avevano un'aumentata capacità di infettare gli umani". Questo, aggiunge, "non vuol dire che ciò è successo, però è una spiegazione che non è totalmente peregrina, bisogna tenere in mente che l'insorgenza della pandemia è avvenuta a 2,3 km di distanza dall'istituto di virologia di Wuhan. Senza fare teorie cospiratorie è importante cercare di acquisire quanti più dati possibili e capire cosa è successo".  Tra l'altro, dice, "esistono dei registri sulle sperimentazioni nei laboratori di virologia e si può risalire agli esperimenti e alle sequenze generate in un determinato periodo".

Gran Bretagna

Il ministro britannico per i Vaccini, Nadhim Zahawi, sottolinea oggi come sia necessario permettere all'Oms di indagare a fondo sulle origini del Coronavirus. Secondo i media di Oltremanica gli agenti britannici ritengono "credibile" la teoria del laboratorio di Wuhan e della fuga del Covid. 

"Non dovremmo lasciare nulla di intentato per capire il perché, non solo per conoscere la causa della pandemia, ma anche per la capacità di affrontare le pandemie future", ha aggiunto il ministro. 

Leggi anche:

Efetti collaterali vaccino: da AstraZeneca a Pfizer. Cosa può succedere

Variante Covid, Vietnam: test a tutti gli abitanti della capitale (13 milioni di persone)