Come sarà il primo Natale in pieno Coronavirus? (Ansa)
Come sarà il primo Natale in pieno Coronavirus? (Ansa)

Roma, 21 novembre 2020 - S'avvicina dicembre e - comprensibilmente, cresce l'interesse sul cosiddetto Dpcm di Natale, il primo in tempi di Coronavirus. Con l'intensificarsi delle domande su cosa potremo fare per le feste invernali. Una prima risposta arriva oggi dalla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa (Pd), che a Otto e mezzo Sabato' su La7 spiega:  "Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe". Cosa che rincuora parecchio gli 'emigranti' che vivono e lavorano lontano dalla famiglia d'origine.

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Ma più di tutto l'Italia mira a passare le feste 'in giallo', con un passaggio di colore al contrario delle regioni.

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Rigore a Capodanno

Quanto ai festeggiamenti di Capodanno, le maglie invece non si allargheranno troppo. "A Capodanno non saranno permessi ritrovi in piazza e feste come negli anni passati - ha proseguito Zampa - saranno adeguatamente normati anche quei giorni. Come governo dobbiamo avere un atteggiamento molto rigoroso e, a differenza di questa estate, non ci saranno deroghe, perché non possiamo immaginare una terza ondata".

In quanti al cenone

Poi Zampa torna al cenone del 24 dicembre: "Questo Natale dobbiamo fare lo sforzo di essere davvero il meno numerosi possibile - ha sottolineato - Non è il numero in sé, ma più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente, maggiore è il rischio. Immagino che si possa dire cinque, sei persone al massimo tra gli affetti più cari, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo, quindi a tutti verrà chiesto di limitare il più possibile le persone che si riuniscono".

Conte e la linea del governo

Diversi ministri, a partire da quello della Salute Roberto Speranza, e gli esperti, ripetono da giorni che per il momento quello sul Natale è un dibattito "surreale"; ma è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte qualche giorno fa a indicare quale sarà la linea del governo: "Dobbiamo prepararci a un Natale più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili". Questo non significa però chiusura totale. "Pensiamo che sarà possibile scambiarci i doni - ha detto infatti Conte - e permettere all'economia" di crescere. 
L'obiettivo è comunque un altro: fare in modo che la maggior parte delle regioni possano retrocedere dalle zone rosse e arancioni in modo da arrivare al 3 dicembre con buona parte dell'Italia in zona gialla.

Il Dpcm Natale in pillole

L'ipotesi più attuale è che ci sia un Dpcm per il periodo dal 3 dicembre fino a ridosso di Natale e uno per le festività vere e proprie. Sarà consentito lo shopping per gli acquisti di Natale, con i negozi che potranno rimanere aperti in una fascia oraria più ampia per evitare assembramenti. Ci sarà anche l'apertura dei centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e saranno contingentati gli ingressi non solo nei negozi ma anche in strade e piazze, soprattutto in alcune grandi città e nel weekend. Apertura serale anche per ristoranti e pub. Per quanto riguarda il coprifuoco, fissato attualmente alle 22 in tutta Italia, potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte, ma per la sera del 24 e per quella dei 31 c'è anche l'ipotesi che possa arrivare fino all'una di notte. Nessuna deroga sarà invece concessa per eventi in piazza o in altri luoghi d'aggregazione, né per le feste private. Soprattutto per Capodanno.

Zaia: panettone da soli

"A Natale mangeremo il panettone da soli, ingrasseremo tutti. E per non riempirci di calorie vorrei fare in modo che si possano fare i pranzi di famiglia, come deve essere il Natale vero, niente assembramenti, mascherina e igienizzare le mani", dice il presidente del Veneto, Luca Zaia. E ancora: "Natale meno rigido? Io spero di sì, ma la verità è che finché c'è qualcuno che non rispetta le regole dovremo continuare con questo sistema". "I veneti hanno dimostrato di rispettare le regole, devono rispettarle ancora per un po' - ha aggiunto - Poi arriverà il vaccino e a quel punto sarà un nuovo campo di battaglia".

Galli: non facciamo come a Ferragosto

"Ho giurato a me stesso che avrei parlato del Natale solo per fare gli auguri ai parenti, perché credo che sia compito di qualcun altro metterci la faccia da questo punto di vista. Una cosa è certa: dobbiamo evitare di fare a Natale quello che abbiamo fatto a Ferragosto. Mi auguro che la lezione pesante estiva sia stata imparata", dice il direttore di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli a Rtl 102.5.  E aggoinge: "Dalla fine del lockdown a oggi 12mila morti causati dal virus, gran parte di questi morti poteva essere evitata con comportamenti responsabili, ma anche con indicazioni responsabili da parte delle autorità. Non ci si possono palleggiare responsabilità. Non cerchiamo sconti. Il Natale responsabile è un Natale che deve evitare di infettare i nostri nonni".