Roma, 27 ottobre 2020 - L'incidenza del Covid in Italia "sta crescendo molto rapidamente" e "oggi il virus è praticamente presente dappertutto. Anche regioni piccole hanno tassi d'incidenza molto elevati". A dirlo è il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante un punto stampa al ministero della Salute riferendosi ai dati del monitoraggio presentato venerdì scorso. 

Coronavirus Italia: il bollettino del 27 ottobre

L'incremento dei casi è in aumento nelle ultime due-tre settimane, anche se le terapie intensive sono ancora sotto il livello di guardia, dice il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Tuttavia per Brusaferro "i dati quotidiani mostrano una progressione continua. Nel momento in cui questi valori superassero determinate soglie vuol dire per i pazienti un problema molto critico: quelli affetti da altre patologie non potranno trovare risposta nei nostri ospedali. Perché i letti saranno occupati da pazienti Covid", prosegue il presidente dell'Iss. sottolineando come "l'attenzione globale non puo' essere soltanto al Covid, ma anche ai pazienti con altri bisogni".

Tuttavia muta il quadro clinico. Rispetto a questa estate "stanno aumentando in proporzione gli asintomatici ed i paucisintomatici, e questo è un elemento cui porre attenzione", rimarca Brusaferro sottolienando anche come "l'età media di casi di Covid-19 si sia abbassata rispetto alla primavera scorsa". Tuttavia "stanno aumentando i casi negli anziani. Per questo i giovani dovrebbero essere particolarmente attenti a proteggerli".

In crisi anche il tracciamento. "In questa fase fa fatica, è difficilmente sostenibile con questi numeri. Laddove si fa fatica a tracciare scatta una nuova fase che si chiama mitigazione - prosegue Brusaferro -. Adottare provvedimenti consente di poter modellare la curva, raffreddarla, fare in modo che non continui a crescere con la velocità vista nelle ultime due settimane, per continuare a garantire l'assistenza". "Per fare questo - aggiunge - servono misure a livello nazionale e a livello locale. Ma serve anche una grande responsabilità di ognuno di noi, quella dimostrata nella prima fase della pandemia. Grazie a questo sforzo abbiamo modellato la curva come nessun altro paese europeo è riuscito a fare. E' importante e condivisibile l'appello a limitare i contatti non strettamente necessari, è cruciale per modellare adesso questa curva".

A tal proposito mini lockdown, che riguardino singole zone, sono "un'opzione da prendere in considerazione, quasi un automatismo", secondo Gianni Rezza. D'altro canto, aggiunge il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, "abbiamo avuto zone rosse dai tempi di Codogno: quello era, per esempio, un lockdown geograficamente limitato". Anche per Silvio Brusaferro lockdown a livello locale fanno parte della "cassetta degli attrezzi per convivere con l'epidemia, far funzionare la società e garantire l'assistenza".