Alcune ricercatrici al lavoro nel laboratorio di Wuhan
Alcune ricercatrici al lavoro nel laboratorio di Wuhan
di Giampaolo Pioli La Cina smentisce con vigore. I servizi di intelligence americani riportati dal Wall Street Journal confermano. Tre ricercatori del Wuhan Institute of Virology considerato il centro del primo focolaio del Covid "si sarebbero ammalati nel novembre del 2019" richiedendo il ricovero in ospedale, ma le autorità cinesi non ne avrebbero dato notizia all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per Pechino il primo caso di contagio sarebbe stato riscontrato su un uomo sempre a Wuhan ma più di un mese dopo. "Il rapporto citato in Usa non è veritiero", afferma il ministero degli esteri...

di Giampaolo Pioli

La Cina smentisce con vigore. I servizi di intelligence americani riportati dal Wall Street Journal confermano. Tre ricercatori del Wuhan Institute of Virology considerato il centro del primo focolaio del Covid "si sarebbero ammalati nel novembre del 2019" richiedendo il ricovero in ospedale, ma le autorità cinesi non ne avrebbero dato notizia all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per Pechino il primo caso di contagio sarebbe stato riscontrato su un uomo sempre a Wuhan ma più di un mese dopo.

"Il rapporto citato in Usa non è veritiero", afferma il ministero degli esteri cinese che invita gli americani a finirla con le teorie del complotto. La notizia di una "fuga involontaria dal laboratorio di virologia" di Wuhan era già emersa durante l’ultimo anno della presidenza Trump, ma venne scartata anche dalle autorità scientifiche Usa come improbabile. Il riaffiorare del rapporto dell’intelligence riapre la questione provocando la forte irritazione cinese. La commissione dell’Oms, spedita in Cina per investigare, ha concluso il suo lavoro criticando la poca disponibilità cinese alla condivisione dei dati ma non rilevando nulla di anomalo o allarmante. "I tre ricercatori avevano sintomi di malattie stagionali e non era Coronavirus", sostengono le autorità di Pechino che affermano di aver messo a disposizione dell’Oms tutti i dati necessari.

Spunta però una dichiarazione rilasciata da Anthony Fauci l’11 maggio scorso in cui l’immunologo consigliere speciale prima di Trump e adesso di Biden sostiene che " forse occorrerebbe indagare meglio sull’origine del virus e non si può esser certi fino in fondo che non sia sfuggito da un laboratorio".

Parole destinate a pesare. Oggi con la tensione che sale anche nei rapporti tra Washington e Pechino per le rotte del Pacifico e sulla questione di Taiwan, sebbene gli scienziati nei due Paesi propendano per la trasmissione del virus dagli animali all’uomo, la diffidenza rimane.

L’Organizzazione mondiale della sanità viene considerata troppo accondiscendente con i cinesi per essersi accontentata solo della loro versione dei fatti, e questo non aiuta la trasparenza, senza arrivare a sostenere il complotto o l’insabbiamento del contagio per attribuirlo a qualche altro paese.

I servizi d’ intelligence americani ammettono nei loro rapporti di non avere la certezza che i tre ricercatori di Wuhan fossero davvero contagiati dal Covid ma presentavano sintomatologie molto simili. Con durezza il ministero della salute cinese nel marzo scorso diffuse un comunicato nel quale si affermava che al laboratorio di Wuhan non c’erano stati casi di Covid prima del 30 dicembre 2019 ne fra i ricercatori e nemmeno fra gli studenti . Sta di fatto però che i 3 ricercatori di Wuhan si erano sentiti così male da dover ricorrere alle cure ospedaliere e questo non è facile pensare possa essere stato provocato solo da una forte influenza.

Il Covid-19 ha ucciso fino ad oggi oltre 3,3 milioni di persone e 18 mesi dopo nessuno ne ha ancora stabilito con sicurezza la provenienza.