Londra, 18 ottobre 2021 - In una fase di sostanziale stabilità per quanto riguarda il Covid in Italia i numeri che arrivano dalla Gran Bretagna, Paese che nella gestione della pandemia ha spesso scelto di anticipare gli altri, soprattutto per quanto riguarda la campagna vaccinale, non possono che causare qualche preoccupazione. Da giorni i casi quotidiani superano i 40mila, un numero abnorme se guardiamo ai bollettini degli altri Paesi europei come Germania, Francia e Italia che ormai viaggiano a un ritmo di 2/3mila infezioni quotidiane: ieri i nuovi contagi sono stati 45.140, oggi quasi 50milanumeri che in Italia non si vedono dal novembre scorso, quando eravamo nel pieno della seconda ondata.

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Tra le cause del boom di questi giorni ci sono la contagiosissima variante Delta e - come sottolineato anche da Nino Cartabellotta - l'allentamento delle misure di restrizione. "La Gran Bretagna è partita tra le prime con la campagna vaccinale, ma a un certo punto ha allentato tutte le misure e in questa fase della pandemia, nonostante la copertura vaccinale, non si possono abbandonare le misure di sanità pubblica", ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe. Il cosiddetto Freedom Day, strenuamente difeso dal premier britannico Boris Johnson nonostante l'allarme degli esperti, sembra essere stata una scommessa un po' troppo grande: il 19 luglio la Gran Bretagna aveva detto basta a mascherine obbligatorie e dato il via libera a discoteche, bar e ristoranti senza obbligo di nessuna forma di green pass e senza distanziamento.

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Vediamo nello specifico la situazione di contagi, morti e ricoveri e l'andamento della campagna vaccinale.

Contagi 

Gli oltre 45mila casi registrati ieri, l'impennata maggiore da metà luglio, confermano un trend di contagio che cresce ormai da metà settembre. Negli ultimi sette giorni i casi totali sono stati di 300.081, il 15,1% in più rispetto alla settimana precedente. Secondo le stime dell'Ufficio di statistica, il Paese si sta avvicinando al picco segnato durante la seconda ondata della pandemia lo scorso inverno. Principale responsabile del boom è la variante Delta, la più diffusa nel Regno Unito, ormai riscontrata nel 99% dei casi di Covid segnalati.

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Morti

Rispetto al numero dei contagi, i morti sono pochi (57 ieri, probabilmente influenzati dall'effetto weekend, e 145 il 16 ottobre), merito della protezione del vaccino. Quando a novembre del 2020 in Italia si registravano 40mila casi al giorno e i vaccini non erano ancora stati inoculati a nessuno, i morti erano attorno a quota 900. Ma comunque i decessi registrati questi giorni in Gran Bretagna, tenendo conto dell'effetto dei vaccini, non sono da sottovalutare considerato anche il fatto che sono in crescita su base settimanale (+8,5% negli ultimi sette giorni). 

Ricoveri

Nonostante il totale dei ricoveri negli ospedali, circa 7mila, sia stabile sotto il livello di guardia, preoccupano le strutture di primo soccorso che, secondo quanto denunciato dai medici, sono "sull'orlo del collasso" con i pazienti nelle ambulanze costretti ad aspettare fino ad 11 ore prima di essere accettati ed altri che attendono invano un veicolo che non arriva. Ma su questo, oltre alla pandemia, pesano i problemi strutturali del sistema sanitario britannico, vittima di enormi tagli del passato, e l'effetto Brexit che si traduce in una mancanza di personale sanitario considerando che una buona parte di medici e infermieri proviene dall'Unione europea.

In particolare Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova, pone l'attenzione sui ricoveri Covid che riguardano la fascia giovane della popolazione: "Si assiste ad un aumento importante dei ricoveri tra i più giovani (+34% rispetto a gennaio), anche se il numero di decessi resta basso". Secondo i dati riguardanti i ricoveri ospedalieri per fasce di età - continua l'immunologa - "si vede come siano a livelli massimi nella popolazione 0-14 anni, quella che non è stata vaccinata" 

Campagna vaccinale 

Nel Regno Unito al 16 ottobre sono 44,8 milioni le persone che hanno completato il ciclo vaccinale, il 66,7% della popolazione. Si raggiunge invece il 73,5% se si guarda a chi ha ricevuto almeno una dose del siero. Numeri ben più bassi di quelli dell'Italia dove il 81,23 % della popolazione over 12 è totalmente immunizzato e l'85,58% ha almeno una dose. Anche in Gran Bretagna sono iniziate le terze dosi che però sembrano andare a rilento, come anche la vaccinazione dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni.