Gimbe: il trend dei nuovi casi giornalieri positivi
Gimbe: il trend dei nuovi casi giornalieri positivi

Roma, 21 ottobre 2021 - Scendono da 7 settimane i nuovi contagi Covid. Ma, negli ultimi 7 giorni, la discesa rallenta. Nel suo consueto monitoraggio settimana, la Fondazione Gimbe avverte che il calo dei nuovi positivi è solo dell'1,9%, anche in ragione di un impennata dei tamponi, visto l'entrata in vigore dell'obbligo di green pass nei luoghi di lavoro. Nella settimana 13-19 ottobre, infatti, i test sono cresciuti quasi del 78,2%. Ma è sulle terze dosi che la Fondazione invita ad accelerare: per il momento ne sono state somministrate solo 700.623, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili. 

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Nel frattempo, l'Oms avverte che la pandemia "si trascinerà per tutto il 2022" e la causa è riconducibile al fatto che "i paesi più poveri non ricevono i vaccini di cui hanno bisogno". Bruce Aylward, esperto dell'Organizzazione mondiale della Sanità, ha quindi lanciato un appello ai paesi ricchi "perché non siamo sulla buona strada" e occorre un maggior impegno per sostenere le vaccinazioni anti-Covid nei paesi che ancora non hanno iniziato o hanno immunizzato troppo poco.

Giù contagi ma discesa rallenta

A livello nazionale scendono da 7 settimane i nuovi casi settimanali di infezione da Sars-Cov-2. Negli ultimi 7 giorni, tuttavia, il calo è solo dell'1,9% anche in ragione di un aumento di quasi il 50% dei tamponi: sono stati ben 930 mila in più rispetto alla settimana precedente. Inoltre, in 7 regioni si registra un lieve aumento percentuale dei contagi. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 13-19 ottobre 2021. Nel dettaglio, confrontati con quelli della settimana precedente, i dati mostrano una lieve diminuzione dei nuovi casi (17.870 rispetto a 18.209, pari a -1,9%) e una sostanziale stabilità dei decessi (271 rispetto a 266). Sono in calo le persone in isolamento domiciliare (71.768 rispetto a 79.511, pari a -9,7%), i ricoveri con sintomi (2.423 rispetto a 2.665, pari a -9,1%) e le terapie intensive (355 rispetto a 370, pari a -4,1%).·

Tuttavia, in 7 Regioni, precisa Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, si rileva un aumento percentuale dei contagi, anche se in termini assoluti gli incrementi sono modesti: Liguria (+14), Umbria (+19) Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131), Lazio (+156). "Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione - si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati dai pazienti Covid-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 9,1% in area medica e del 4,1% in terapia intensiva". A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (4% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione, in base al monitoraggio quotidiano dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) supera le soglie di allerta del 15% per l'area medica e del 10% per l'area critica.

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Tamponi

Il numero dei tamponi rapidi ha registrato una netta impennata con l'estensione del Green pass. Nell'ultima settimana ne sono stati effettuati 2.151.081 con un aumento, rispetto alla precedente, del 78,5%. Nell'ultima settimana sono state vaccinate 407.404 nuove persone, pari a +4,7%.

La media giornaliera dei tamponi effettuati, evidenzia il monitoraggio, è salita da 173.235 del 13 ottobre a 309.297 il 19 ottobre, mentre la media giornaliera dei nuovi vaccinati rimane sostanzialmente stabile: è passata dai 57.275 del 13 ottobre ai 58.201 del 19 ottobre. "Tuttavia, nell'interpretare gli effetti del green pass su tamponi e nuovi vaccinati - precisa il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - bisogna tenere conto che ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana, mentre per aumentare la copertura vaccinale è sufficiente che il numero di nuovi vaccinati non tenda allo zero". Delle 407.404 nuove persone vaccinate nella settimana 13-19 ottobre, rileva il monitoraggio, l'86,4% appartiene a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa: 78.387 nella fascia 20-29 anni, 90.960 nella fascia 30-39 anni, 85.745 nella fascia 40-49 anni, 68.812 nella fascia 50-59 anni e 27.934 nella fascia 60-69.

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Terze dosi

A partire dal 16 settembre sono state somministrate solo 700.623 terze dosi di vaccino anti Covid, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili previsti dalla circolare ministeriale del 27 settembre scorso, ovvero immunocompromessi, over 80, ospiti e personale delle RSA, operatori sanitari over 60 o vulnerabili. Notevoli, inoltre, sono le differenze regionali: si passa dal 28,1% del Molise all'1,2% della Valle D'Aosta.

La Fondazione Gimbe chiede quindi di "accelerare" su questa strada e sottolinea come non siano ancora disponibili i dati della platea vaccinabile in base alla successiva circolare dell'8 ottobre, che ha esteso l'indicazione del richiamo a tutti gli over 60 e ai fragili con specifiche patologie. "Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi - spiega Cartabellotta - e nell'attuale impossibilità sia di definire percentuali 'magiche' per conquistare l'immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l'efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione Gimbe invita a perseguire una strategia basata su più obiettivi per tutelare la salute delle persone e garantire l'irreversibilità delle riaperture". Tra questi, "accelerare la somministrazione della terza dose" e introdurne l'obbligo per gli operatori sanitari, estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche. E infine, "mantenere l'obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi".

Speranza: "Sfida al Covid ancora aperta"

"Il diritto alle cure è irrinunciabile, per tutti. È una questione che attiene all'essere umano. È il principio più forte che dobbiamo difendere. Siamo in un momento importante, la sfida al Covid è ancora aperta. Rispetto alla Gran Bretagna siamo in una situazione diversa, oggi è il tempo di mettere a valore la lezione del Covid: serve ancora molta cautela". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo all'evento della Confederazione nazionale delle Misericordie. "Il Servizio sanitario nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo, ma dobbiamo investire di più - ha aggiunto - abbiamo chiuso la stagione dei tagli alla Sanità. Ogni euro in più sulla Sanità è un investimento sulla qualità della vita delle persone. Abbiamo bisogno di un grande Patto Paese: istituzioni, imprese, ricerca, tutti gli ambiti della società provino a costruire un grande patto per la ripartenza del Paese". "Promuovere solidarietà e inclusione - ha concluso - è quello che bisogna fare. Nessuno si salva da solo. Dobbiamo lavorare insieme".