A Elsa Fornero il coraggio di sostenere tesi anche apparentemente impopolari non è mai mancato. Così come non le fa difetto la capacità di guardare oltre l’immediato. E così l’economista che Mario Monti chiamò a fare una maxi-riforma delle pensioni in due settimane non esita ad avvisare che "il debito è in questo momento inevitabile, ma non dobbiamo dimenticare che una parte importante di questo debito sarà comunque caricata sulle spalle delle giovani generazioni e dunque bisogna anche recuperare la visione che porta a guardare al futuro. Quella che chiamiamo la prospettiva. E che a me pare mancare in questo momento". Coronavirus Italia, bollettino del 31 ottobre Forse perché siamo in un’emergenza senza precedenti. "E infatti il governo ha fatto bene, nella...

A Elsa Fornero il coraggio di sostenere tesi anche apparentemente impopolari non è mai mancato. Così come non le fa difetto la capacità di guardare oltre l’immediato. E così l’economista che Mario Monti chiamò a fare una maxi-riforma delle pensioni in due settimane non esita ad avvisare che "il debito è in questo momento inevitabile, ma non dobbiamo dimenticare che una parte importante di questo debito sarà comunque caricata sulle spalle delle giovani generazioni e dunque bisogna anche recuperare la visione che porta a guardare al futuro. Quella che chiamiamo la prospettiva. E che a me pare mancare in questo momento".

Coronavirus Italia, bollettino del 31 ottobre

Forse perché siamo in un’emergenza senza precedenti.

"E infatti il governo ha fatto bene, nella prima fase, a fornire ingente liquidità a famiglie e imprese per far continuare la vita. E oggi, in una situazione di chiusure selettive, a essere selettivo nelle misure di ristoro. Ma questa è la risposta di emergenza. Non basta".

Che cosa manca?

"Manca la visione del collegamento tra le generazioni future che avranno il debito a carico e la necessità di utilizzare le risorse a disposizione anche per dare a loro e a tutti una prospettiva: è qui che si colloca il mio ragionamento".

Perché non vede "la prospettiva" nell’azione del governo?

"Perché sentiamo ripetere tutti i giorni, anche dal presidente del Consiglio, che è rilevante che questi fondi del Next Generation Eu (come preferisco chiamare il Piano invece che Recovery, che rinvia a un mero ritorno alla normalità) arrivino. Ma non ci ha mai detto veramente, pur avendo ingaggiato task force di tutti i tipi, che cosa farebbe dei primi 30 miliardi che dovessero arrivare supponiamo il primo gennaio".

Come andrebbero spesi?

"Ebbene, dovremmo spendere questi miliardi in qualcosa che chiamiamo investimento e che deve riguardare il futuro. Cosa differente, per capirci, dalla pur importante spesa sociale, che a volte è chiamata impropriamente anch’essa investimento".

In che cosa investire perché il futuro non sia solo una montagna di debiti per i giovani?

"Proprio perché stiamo lasciando debito ai giovani dobbiamo investire in primis nell’istruzione: il nostro livello medio di istruzione non brilla nelle classifiche internazionali. Bisogna avere ugualmente un progetto per la ricerca: a me fa piacere citare il cosiddetto piano Amaldi (dal nome del fisico Ugo Amaldi del Cern di Ginevra) che ha prospettato un aumento rilevante di risorse da destinare alla ricerca. Ma ci sono almeno altri tre settori sui quali puntare".

Quali?

"L’investimento in infrastrutture per fronteggiare il dissesto idrogeologico del territorio e per modernizzare la rete dei trasporti. Gli aiuti alle imprese, nell’ottica della transizione verde, perché dobbiamo recuperare l’attività produttiva, non potendo continuare a vivere di sussidi. Ma su tutto c’è la sanità".

La sanità come priorità ben oltre l’emergenza.

"Sì e non capisco perché aspettare di avere i fondi del Next Generation Eu invece di prendere subito le risorse del Mes".

Perché i grillini si oppongono.

"È una posizione poco difendibile, mantenuta solo per non perdere la faccia. Ma al di là di questo, pur stimando il ministro Speranza, non ho visto un Piano di sviluppo e riorganizzazione della nostra sanità".

Il sentiero per superare quella attuale rimane stretto.

"Il sentiero è strettissimo, ma se facciamo debito solo per rincorrere il virus, allora non aumentiamo la robustezza del nostro sistema economico e sociale e dunque saremo più fragili anche quando avremo un vaccino. E invece abbiamo queste risorse, che, è bene ricordarlo, arrivano dall’Europa. E chiunque oggi può riflettere su quale sarebbe la nostra situazione se avessimo dovuto cavarcela da soli. È bene che gli italiani lo ricordino in un Paese nel quale abbiamo avuto e abbiamo partiti sovranisti".