Tabella Lavoro & Welfare
Tabella Lavoro & Welfare

ROMA - Il bilancio del mese di febbraio segna il 13simo mese dall’inizio ufficiale della pandemia. I dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute, contenuti nella tabella n. 1, forniscono una visione d’insieme dei numeri dei contagi e dei decessi mese per mese. 

La tabella illustra in modo sintetico le due ondate della pandemia. In particolare, evidenzia il fortissimo incremento dei contagi nel mese di novembre e la successiva riduzione nei mesi successivi. Viceversa il numero dei decessi ha avuto il suo picco nel mese di dicembre per la ovvia differenza temporale esistente tra la punta massima dei contagi e quella dei decessi. La riduzione dei contagi e dei decessi è continuata anche nel mese di febbraio, anche se, come vedremo in seguito, il dato di febbraio presenta ancora aspetti preoccupanti.

Un confronto tra le due ondate della pandemia è problematico poiché, come sostiene anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i numeri riferiti ai mesi di marzo e aprile sono fortemente sottostimati sia per quanto riguarda i contagi, sia per la quantità di decessi. In effetti, in quel periodo il numero dei tamponi effettuati era molto limitato (meno di 30mila al giorno), perciò molte persone positive al Covid 19 non venivano rilevate e conseguentemente molti decessi non compaiono nelle cifre ufficiali. Al riguardo è evidente che l’indice di letalità progressivo (decessi/contagiati), riportato nell’ultima colonna della tabella, è falsato da queste incongruenze. Considerando solamente i dati dallo scorso 1° ottobre al 28 febbraio, cioè da quando la quantità di tamponi ha assunto dimensioni più ragguardevoli (oltre 300mila al giorno), il tasso di letalità è del 2,4%, che è un dato in linea con quello degli altri Paesi europei.

Un aspetto su cui si può effettuare il confronto tra le due ondate è la durata nel tempo: come si può osservare dalla tabella n. 1 la prima ondata ha avuto una durata limitata, poiché dopo due mesi ha avuto un rilevantissimo decremento in termini di contagi e di decessi. Viceversa la seconda ondata dura ormai da 5 mesi e non accenna a terminare.

La seconda ondata

Il dato che colpisce di più è la rapidità con cui si è incrementata la pandemia nello scorso mese di ottobre: l’accelerazione è stata impressionante facendo perdere qualsiasi possibilità di controllo sulle catene dei contagi.

Nonostante le evidenti riduzioni dei contagi dopo il picco del mese di novembre, si devono rilevare le oscillazioni di fine dicembre – inizio gennaio, mentre successivamente, dalla metà del mese di gennaio 2021, la media si è stabilizzata attorno ai 12mila contagi giornalieri, ma nell’ultima settimana di febbraio vi è stato un nuovo rilevante incremento dei contagi (+31,8%). Le oscillazioni nei dati dei contagi sono una evidente conseguenza delle modalità di apertura - chiusura delle Regioni stabilite dai D.P.C.M. degli ultimi mesi.

Considerando i ritardi nella fornitura dei vaccini è evidente che avremo ancora alcuni mesi critici prima di avere un numero di persone vaccinate sufficiente per influire sui numeri complessivi della pandemia ed è chiaro che, con numeri così elevati, la pandemia è ancora fuori controllo.

Le vaccinazioni

Alla data del 28 febbraio sono state somministrate circa 4,3 milioni di dose di vaccino e sono stati vaccinati con la seconda dose circa 1,4 milioni di persone, mentre le dosi consegnate al nostro Paese sono 5,8 milioni.

Considerando l’inizio della campagna di vaccinazione lo scorso 31 dicembre, la media giornaliera delle vaccinazioni si è incrementata a circa 71mila somministrazioni al giorno, anche per effetto dell’ultima settimana di febbraio dove sono state somministrate mediamente 105mila dosi giornaliere.

L’aggiornamento del Piano strategico di vaccinazioni del governo dell’8 febbraio 2021 prevede la consegna di altre 9 milioni di dosi nel mese di marzo: nella misura in cui si realizzasse questa fornitura è sarebbe necessario aumentare ulteriormente le somministrazioni giornaliere arrivando nel mese di marzo a raddoppiare la quantità di dosi somministrate, mentre per arrivare a vaccinare il 70% della popolazione (42 milioni di persone) entro il 2021 è necessario superare la media di 300mila vaccinazioni al giorno.

I decessi

Come si può osservare dalle tabelle la media giornaliera dei decessi si è progressivamente ridotta dallo scorso mese di dicembre, quando si è verificato il picco della seconda ondata. Tuttavia, in carenza di una campagna di vaccinazione più incisiva, a fronte una ripresa dei contagi anche la tendenza alla riduzione è destinata probabilmente a bloccarsi o a invertirsi.

In ogni caso con la fine del mese di febbraio i dati ufficiali indicano che stiamo sfiorando la soglia dei 100mila decessi per Covid 19.

Si deve considerare che il bilancio del 2020 è stato pesante, forse più accentuato di quanto indicato dai numeri ufficiali (74.159 decessi per Covid 19 al 31 dicembre 2020). In attesa dei dati definitivi il Presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha stimato che la mortalità totale nel 2020 sia stata di 726mila decessi. Se questo dato fosse confermato avremmo un surplus di oltre 91mila decessi rispetto alla media degli ultimi cinque anni (2015 – 2019).

Si innalzerebbe significativamente il tasso di mortalità complessivo, come mostra il seguente grafico che riporta l’andamento del tasso di mortalità (decessi ogni 1000 abitanti) dal 1946. Il grafico, basato sui dati Istat, è stato completato per il 2020 considerando la stima sopra riportata, indicata con una linea arancione.

Come si può osservare il 2020 si avvicinerebbe molto al grande picco del tasso di mortalità del 1946, che è stato del 12,1°/ₒₒ 

* Ricercarore di Lavoro & Welfare.